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"Sono il fratello di Totò Riina e ti conviene pagare", 70enne a giudizio per estorsione e incendio

Parte processo a Calogero Sanfilippo che avrebbe dato pure fuoco a trentacinque cassonetti: la Dda gli contesta pure il metodo mafioso

"Sono il fratello di Totò Riina, il capo dei capi, il mio biglietto da visita è l'incendio dei cassonetti". Il settantenne Calogero Sanfilippo, di Porto Empedocle, dopo aver dato fuoco a ben trentacinque contenitori dei rifiuti ed essersi ustionato per la vastità del rogo che non riuscì a controllare, provò a convincere telefonicamente uno dei responsabili della società che gestiva il servizio di nettezza urbana che era il caso di pagare. Dopo pochi giorni provò a ripetere il copione dando fuoco a panificio, anche in questo caso a Porto Empedocle, ma le fiamme, in questa circostanza, forse per la prudenza dettata dall'episodio precedente, si estinsero da sole.

L'anziano, adesso, otto anni dopo i fatti, sarà processato per le accuse di incendio, tentata estorsione con metodo mafioso e false generalità. Ieri mattina, davanti ai giudici della seconda sezione penale presieduta da Wilma Angela Mazzara, è stato aperto il dibattimento. Il pm della Dda di Palermo Pierangelo Padova e il difensore dell'imputato, l'avvocato Antonio Provenzani, hanno chiesto l'ammissione dei propri mezzi di prova. I giudici hanno disposto un rinvio al 4 marzo per sentire i primi testi. I fatti al centro del processo sono avvenuti fra il 5 e il 12 agosto del 2011. Cappello si sarebbe spacciato per il fratello di Totò Riina chiedendo ai responsabili delle ditte dei rifiuti e alla titolare di un panificio, in seguito all'incendio dei cassonetti e dei locali del negozio, di dargli dei soldi. 

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