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Giovedì, 18 Agosto 2022
Operazione Supermarket / Porto Empedocle

"Gestivano tre piazze di spaccio a Porto Empedocle": 11 condanne: in 15 indenni fra assoluzioni e prescrizione

Un'abitazione privata, un bar e una villetta pubblica sarebbero state trasformate in vere e proprie centrali di distribuzione della droga

Tre centrali della droga allestite in un bar di Porto Empedocle, in una villetta pubblica e in una casa privata: 8 anni dopo i primi spunti investigativi è arrivata la sentenza del processo scaturito dall'operazione "Supermarket".

I giudici della prima sezione penale, presieduta da Alfonso Pinto, hanno deciso 11 condanne; altri 15 imputati ne sono usciti indenni fra assoluzioni e prescrizione. L’indagine, svolta sul campo dai poliziotti del commissariato di Porto Empedocle, avrebbe potuto fare scattare una maxi retata ma il gip rigettò la richiesta ritenendo che non fosseeo attuali le esigenze cautelari.

Gli imputati sono: Andrea Amato, 49 anni, Rosario Amato, 31 anni, Emanuele Amato, 24 anni, Loredana Prisma, 45 anni, Giuseppe Baio, 40 anni, Antonio Sorce, 22 anni, Francesco Di Grado, 34 anni, Francesco Lucchi, 50 anni, Gerlando Di Gerlando, 24 anni, Alfonso Alongi, 35 anni, Stefano Filippazzo, 35 anni, Francesco Fratacci, 28 anni, Ernesto Giardina, 38 anni, Pierluigi Aleo, 30 anni, Ignazio Mendola, 35 anni, Pietro Sacco, 31 anni, Luigi Pulsiano, 25 anni, Antonio Sacco, 23 anni, Carmelo Albanese, 46 anni, Giuseppe Angarussa, 35 anni, Emanuel Lombardo, 27 anni, Federico Alaimo, 34 anni, Calogero Trameli, 35 anni, Luigi Formica, 25 anni, e Alfonso Tuttolomondo, 23 anni.

Questi gli imputati condannati: Andrea Amato (4 anni e 3 mesi);  Rosario Amato (6 anni e 7 mesi); Emanuele Amato (2 anni e 5 mesi); Pietro Sacco (2 anni); Luigi Pulsiano (3 anni); Loredana Prisma (5 anni e 3 mesi); Federico Alaimo (1 anno e 4 mesi); Emanuel Lombardo (1 anno e 4 mesi); Carmelo Albanese (1 anno e 4 mesi); Alfonso Tuttolomondo (1 anno e 4 mesi); Luigi Formica (2 anni).

Tutti gli altri ne sono usciti indenni fra assoluzioni nel merito e prescrizione. L’indagine è partita nei primi giorni del 2014. I poliziotti in 48 ore si imbattono in due episodi che denotano un fiorente consumo di droga in città. Il 2 gennaio viene arrestato un trentunenne sorpreso a spacciare per strada. L’operazione dei poliziotti consente pure di sequestrare sette dosi di cocaina, consegnati spontaneamente dal giovane nelle fasi dell’arresto.

L’episodio viene messo in relazione con un’altra operazione, eseguita due giorni prima quando un 43enne empedoclino viene sorpreso mentre tenta di disfarsi di tre involucri contenenti cocaina gettandoli dal finestrino di un’auto in corsa.

Gli inquirenti attivano delle “fonti confidenziali” che rivelano l’esistenza di un bar dentro il quale sarebbe stata allestita una vera e propria centrale dello spaccio. La fonte indica pure una scalinata, adiacente alla villa comunale “Luca Crescente” dove l'uomo avrebbe nascosto la droga per eludere i controlli. Le indagini, con intercettazioni e riprese video, hanno consentito di delineare anche il ruolo della famiglia Amato che avrebbe trasformato la propria casa in un market della droga.

L'inchiesta avrebbe individuato un massiccio giro di spaccio di hashish e cocaina a Porto Empedocle di cui avrebbero fatto parte, ognuno con un ruolo diverso, una trentina di persone.

Dopo la requisitoria, i giudici hanno dedicato alcune udienze alle arringhe difensive (nel collegio, fra gli altri, gli avvocati Davide Casà, Antonino Gaziano, Vincenza Gaziano, Rosario Fiore, Salvatore Collura e Francesco Turoni) prima di ritirarsi in camera di consiglio ed emettere il verdetto. 

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