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L'inchiesta / Porto Empedocle

Operazione "Alcatraz", il gip: "Grande capacità di Burgio di procurarsi cellulari e droga grazie a Spampinato"

Il 53enne, secondo quanto emerso dall'inchiesta, "al rientro dai permessi riusciva a introdurre in istituto telefoni, schede telefoniche e stupefacenti, approfittando della carenza di controlli"

James Burgio, 31 anni, di Porto Empedocle e Gerlando Spampinato, 53 anni, di Agrigento. Questi gli indagati agrigentini dell'inchiesta Alcatraz della Procura di Trapani. I carabinieri del comando provinciale di Trapani e il nucleo Investigativo della polizia Penitenziaria, all'alba, hanno eseguito 24 misure cautelari. 

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“Schematicamente risulta che molti detenuti del carcere di Trapani erano illecitamente in possesso, tra l’altro, di telefoni cellulari, dei quali era evidentemente assai facile munirsi e coi quali riuscivano a comunicare sia con l’esterno sia con altri soggetti reclusi nello stesso carcere o in altri" - scrive il gip del tribunale di Trapani che ha firmato le misure cautelari - .  "Tra tali detenuti spiccava la figura di James Burgio che, comunicava con diverse utenze e mostrava di avere straordinaria capacità di procurarsi telefoni, anche grazie al contributo di Gerlando Spampinato, che, al rientro dai permessi, riusciva ad introdurre in istituto telefoni, schede telefoniche e stupefacenti, approfittando della carenza di controlli al ritorno. Burgio - prosegue il gip - era 'committente' dello Spampinato, al quale dava i soldi, eventualmente previa raccolta tra gli interessati, e le puntuali istruzioni per reperire e introdurre in carcere telefoni e sostanza stupefacente. Talvolta, si lamentava causa dell'inadempimento degli impegni presi. In alcune occasioni, lo Spampinato, non è chiaro se per paura di essere scoperto o per altra causa, aveva rinunciato a portare a compimento la 'missione' affidatagli" - ha continuato sempre il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Trapani - .

Burgio e Sampinato sono accusati di avere, in concorso tra di loro, in diverse occasioni, detenuto e ceduto illecitamente una quantità imprecisata di sostanza stupefacente ad alcuni soggetti detenuti al carcere di Trapani. Il 24 gennaio 2019, la qualità o la quantità di stupefacente (4 pezzi) era - secondo quanto emerge dalle pagine dell'ordinanza cautelare - al di sotto delle attese e la dimensione dei telefoni era superiore a quella sperata e ritenuta idonea all’agevole occultamento nella cavità anale del detenuto possessore". 

Nel novembre del 2021, l'empedoclino James Burgio venne condannato a due anni di reclusione nell'ambito di un'inchiesta che portò alla luce che anche al carcere Ucciardone di Palermo alcuni detenuti riuscivano ad avere a disposizione dei cellulari e della droga. Cinque furono allora le condanne, con il rito abbreviato, del gup Marco Gaeta. 

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"Il carcere di Trapani Pietro Cerulli era un luogo 'benedetto' dai detenuti. I reclusi lo indicano come luogo dove si tengono atteggiamenti tolleranti di alcuni agenti della polizia penitenziaria che davano la propria compiacente collaborazione". Lo ha detto il procuratore capo di Trapani Gabriele Paci nel corso della conferenza stampa in cui sono stati illustrati i dettagli dell'operazione Alcatraz che ha portato all'esecuzione di 24 misure cautelari. E' stato accertato che alcuni tratti del muro di cinta della casa circondariale non erano videosorvegliati e questo consentiva di introdurre anche palloni contenenti microtelefoni e droga. Tra gli indagati due detenuti condannati con sentenza definitiva per omicidio, uno appartenente alla Sacra Corona unita e uno alla camorra. I due erano in contatto con un agente penitenziario oggi detenuto e reggevano il "traffico" di droga e telefonini con il carcere. I fatti si riferiscono a un periodo compreso fra il 2018 e il 2022. Due persone detenute in un'altra casa circondariale, in una intercettazione, fanno riferimento al 'Cerulli' e commentano che a Trapani è molto facile portare droga e cellulari. "Un'indagine molto complessa, approfondita di una situazione grave e di un malcostume diffuso e conosciuto" ha detto il procuratore Paci. 

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