Altopiano Lanterna come Gomorra, cliente in aula: "Da una finestrella si vedeva una mano che dava droga e prendeva soldi"

Clamorose rivelazioni di uno dei clienti del giro di spacciatori, una centrale sarebbe stata allestita secondo le regola dei clan di Secondigliano

"C'era una finestrella vicino al bar, si vedeva solo la mano che usciva per prendere i soldi e dare le dosi di droga": l'Altopiano Lanterna trasformato in Gomorra. La scena sarebbe stata identica a quella vista nella serie più nota sulla criminalità a Secondigliano e Scampia.

Lo ha rivelato in aula un testimone, un giovane consumatore di droga che, secondo quanto spiegato da lui stesso al pubblico ministero Chiara Bisso, andava ad acquistare hashish e marijuana nella centrale dello spaccio di Porto Empedocle. Il processo, in corso davanti al collegio di giudici presieduto da Alfonso Pinto, è quello scaturito dall'inchiesta "Supermarket" che ipotizza un vasto giro di droga a Porto Empedocle.

Gli imputati sono 26, si tratta di : Andrea Amato, 47 anni, Rosario Amato, 29 anni, Emanuele Amato, 22 anni, Loredana Prisma, 43 anni, Giuseppe Baio, 38 anni, Antonio Sorce, 21 anni, Francesco Di Grado, 33 anni, Francesco Lucchi, 49 anni, Gerlando Di Gerlando, 22 anni, Alfonso Alongi, 33 anni, Stefano Filippazzo, 33 anni (latitante), Francesco Fratacci, 26 anni, Ernesto Giardina, 36 anni, Pierluigi Aleo, 28 anni, Ignazio Mendola, 33 anni, Pietro Sacco, 29 anni, Luigi Pulsiano, 23 anni, Antonio Sacco, 21 anni, Carmelo Albanese, 44 anni, Giuseppe Angarussa, 33 anni, Emanuel Lombardo, 25 anni, Federico Alaimo, 32 anni, Calogero Trameli, 33 anni, Luigi Formica, 23 anni, e Alfonso Tuttolomondo, 21 anni.

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Gli imputati, tutti empedoclini, difesi fra gli altri dagli avvocati Davide Casà, Salvatore Collura, Francesco Turoni, Antonino Gaziano, Vincenza Gaziano e Rosario Fiore, secondo la Procura, avevano allestito tre centrali della droga in un bar di Porto Empedocle, in una villetta pubblica e in una casa privata. L’indagine è partita nei primi giorni del 2014. I poliziotti in 48 ore si imbattono in due episodi che denotano un fiorente consumo di droga in città. Due arresti che vengono messi in correlazione fra loro. Gli inquirenti attivano delle “fonti confidenziali” che rivelano l’esistenza di un bar, dentro il quale sarebbe stata allestita una vera e propria centrale dello spaccio. Ed è proprio quest'ultima "base" quella di cui ha parlato il teste.

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