Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

No alla concessione edilizia, il Tar dà ragione al Comune: fabbricati verso la demolizione

I giudici rigettano la richiesta del proprietario di un complesso residenziale al quale erano state bocciate delle modifiche strutturali

Il provvedimento del Comune di Porto Empedocle che negava il rilascio della concessione edilizia in sanatoria a un privato, secondo i giudici del Tar, è legittimo.

Nel 2007, il proprietario di alcuni immobili aveva ottenuto la sanatoria in relazione a delle difformità, rispetto alla concessione edilizia rilasciata nel 2002, realizzate all’ultima elevazione di un complesso residenziale.

Con la richiesta di sanatoria, si era impegnato a ripristinare l’originaria struttura dei sottotetti, così riportando i fabbricati interessati all’aspetto strutturale consentito in precedenza.

A seguito, tuttavia, dell’entrata in vigore di due leggi regionali, con le quali è stata introdotta la possibilità di procedere al recupero volumetrico ai fini abitativi anche dei sottotetti, il proprietario decideva di non eseguire più le opere di demolizione, considerato che lo stesso, attuando la nuova normativa, avrebbe, di fatto, dovuto demolire e costruire le stesse opere per il recupero dei sottotetti e richiedere, con apposita istanza, il relativo permesso di mantenere quanto già eseguito.

Il Comune di Porto Empedocle, tuttavia, sul presupposto che i sottotetti non erano stati realizzati regolarmente alla data di entrata in vigore della normativa invocata dal privato, respingeva la richiesta di sanatoria e, con successive ordinanze, ingiungeva prima la demolizione e, in seguito, l’acquisizione gratuita al patrimonio del Comune dei fabbricati interessati.

Provvedimenti che venivano impugnati al Tar. Si costituiva in giudizio il Comune di Porto Empedocle, assistito dall’avvocato Girolamo Rubino, per resistere al ricorso proposto e ribadire la piena legittimità dell’operato dell’amministrazione.

In particolare, è stata eccepita l’infondatezza del ricorso e dei successivi motivi aggiunti sul duplice presupposto che la normativa invocata dal ricorrente consente, in via eccezionale, solo il recupero abitativo dei sottotetti di immobili comunque “regolarmente realizzati”. Ricorso che è stato, quindi, respinto.

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