"Lanciò mastello dei rifiuti contro poliziotti", i giudici gli aggravano la misura

Obbligo di dimora per Calogero Falzone, 33 anni, che nei mesi scorsi si scagliò contro gli agenti che volevano riportarlo alla calma dopo che aveva molestato alcuni avventori di un bar: accertate numerose violazioni dell'obbligo di firma

Viola sei volte le prescrizioni non presentandosi negli uffici di polizia per adempiere all'obbligo di firma al quale era tenuto per tre volte alla settimana. I giudici della Corte di appello aggravano la misura cautelare e impongono l'obbligo di dimora nei confronti di Calogero Falzone, 33 anni, di Porto Empedocle, condannato il 21 dicembre a 5 mesi di reclusione per le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate.

"Lancia mastello della differenziata contro gli agenti", condannato 35enne

Falzone, difeso dall'avvocato Gianfranco Pilato, fu arrestato il 19 dicembre dopo una notte piuttosto movimentata. L'empedoclino, dopo essersi ubriacato, avrebbe molestato gli avventori di un bar nei pressi del porto e si sarebbe scagliato contro i poliziotti che erano intervenuti per riportarlo alla calma e riaccompagnarlo a casa. Proprio davanti all'abitazione avrebbe iniziato a insultarli lanciandogli addosso anche un mastello dei rifiuti della raccolta differenziata che era per strada.

Due giorni più tardi, il giudice Alessandro Quattrocchi gli ha inflitto cinque mesi di reclusione per direttissima. Nel tentativo di immobilizzarlo, uno dei poliziotti si sarebbe procurato anche una lieve contrattura muscolare fatta refertare in ospedale con tre giorni di prognosi. Falzone è stato, quindi, arrestato e processato con il rito abbreviato. Il legale aveva chiesto il minimo della pena per l’accusa di lesioni e l’assoluzione per la resistenza a pubblico ufficiale obiettando che “l'imputato non si è opposto ad alcun atto di servizio”.

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La vicenda è già approdata in appello. Falzone avrebbe violato per sei volte la misura cautelare dell'obbligo di firma e la Corte di appello, sulla base di una relazione di servizio delle forze dell'ordine, gli ha aggravato la misura. Il procuratore generale chiedeva, addirittura, gli arresti domiciliari. I giudici hanno disposto il solo obbligo di dimora con il divieto, però, di uscire da casa dalle 21 alle 7.

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