Bilanci del Comune gonfiati per evitare sanzioni? Slitta ancora la decisione per Firetto e i revisori

La conclusione dell'udienza preliminare, con l'eventuale rinvio a giudizio, è stata posticipata di un'altra settimana

L'ex sindaco Calogero Firetto

"I bilanci sono stati redatti in maniera corretta, la normativa consentiva di inserire quelle voci negli strumenti finanziari. Non c'è stato nessun raggiro del Patto di stabilità". Con le arringhe degli avvocati Salvatore Pennica e Barbara Garascia, difensori di alcuni revisori dei conti del Comune di Porto Empedocle, si avvia alla conclusione l'udienza preliminare sulla presunta falsificazione dei bilanci dell'ente, quando a capo dell'amministrazione c'era Calogero Firetto.

I bilanci, secondo quanto ipotizza il pm Chiara Bisso, sarebbero stati “gonfiati” per fare quadrare i conti ed evitare che scattassero le sanzioni di legge per i Comuni che non rispettano il Patto di stabilità che prevede, in sostanza, la parità fra le entrate e le uscite. Le voci che, sostiene l’accusa, sarebbero state “gonfiate” riguardano, in particolare, le misure compensative dell’Enel per la realizzazione del rigassificatore, il cui progetto peraltro non è stato mai portato a conclusione.

La Procura, concluso l’incidente probatorio consistito nello svolgimento di una perizia contabile, nei mesi scorsi ha chiesto il rinvio a giudizio di Calogero Firetto - che lo scorso 19 ottobre ha perso al ballottaggio e non è stato riconfermato nella carica di sindaco di Agrigento -, imputato nella qualità di primo cittadino di Porto Empedocle, dal 2011 al 2014, dell’ex dirigente del Servizio finanziario Salvatore Alesci e di cinque revisori dei conti: il solo Ennio Saeva, che dopo l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, attraverso il suo difensore, l’avvocato Salvatore Virgone, aveva chiesto di essere interrogato, non figura nella lista degli imputati.

Restano nel procedimento, rischiando adesso il rinvio a giudizio, i suoi colleghi revisori Francesco Maria Coppa, Rosetta Prato, Carmelo Presti, Enrico Fiannaca ed Ezio Veneziano. L’inchiesta scaturisce da alcuni accertamenti della Guardia di Finanza. Sono quattro le ipotesi di falso in atto pubblico che vengono contestate a Firetto e si riferiscono alle attestazioni fatte nei bilanci che, in sostanza, sarebbero stati “gonfiati”, inserendo fra le entrate la somma pagata dall’Enel a titolo di misure compensative, per fare in modo che venisse occultato un buco di circa 3 milioni di euro, evitando di incappare nelle sanzioni previste dalla legge per i Comuni che non rispettano il Patto di stabilità. La certificazione è stata redatta anche da sei commercialisti che hanno composto, in quegli anni, i collegi dei revisori dei conti.

L’udienza preliminare va avanti da quasi un anno (nel mezzo anche alcuni rinvii e la lunga sosta per il Covid) davanti al giudice Alessandra Vella. Nessuno dei difensori (nel collegio anche gli avvocati Angelo Farruggia, Antonino Gaziano, Vincenza Gaziano, Davide Lo Presti e Giovanni Gallo) ha scelto riti alternativi come l’abbreviato o il patteggiamento. Di conseguenza sarà il gup a decidere se disporre l'approfondimento dibattimentale oppure - come sollecitato dalla difesa - respingere la richiesta di rinvio a giudizio.

Per gli stessi fatti, in sede contabile, Firetto è stato già assolto dalla Corte dei conti. Questa mattina ci sono state le ultime discussioni della difesa e il pm ha replicato. Fra sette giorni sono in programma le ulteriori repliche e la decisione. 

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