Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca Porto Empedocle

"Bilancio falsificato anche nel 2014", la Procura chiede processo bis per Firetto e altri tre imputati

Il pubblico ministero Chiara Bisso ha impugnato in Corte di appello la sentenza del gup che, per alcuni fatti, aveva respinto la richiesta di rinvio a giudizio per l'ex sindaco, il dirigente dei servizi finanziari e due revisori dei conti

"L'importo di 756mila euro, inserito nel saldo finanziario del marzo del 2015, è illegittimo perchè faceva riferimento a un importo non esigibile". Il pubblico ministero Chiara Bisso insiste e chiede un processo bis per l'ex sindaco di Porto Empedocle, Calogero Firetto, e altri tre imputati dell'inchiesta sulla presunta falsificazione dei bilanci del Comune che sarebbe stata compiuta, sostiene l'accusa, per fare in modo che non scattasse la scure del patto di stabilità.

Il giudice Alessandra Vella, lo scorso 11 novembre, al termine di un'udienza preliminare molto complessa e di una camera di consiglio durata sei ore, ha disposto l'approfondimento dibattimentale per l'ex sindaco di Porto Empedocle (nonchè di Agrigento fino allo scorso 19 ottobre, quando non è stato confermato perdendo al ballottaggio con lo sfidante Franco Miccichè) Calogero Firetto, l'ex dirigente dei servizi finanziari dell'ente Salvatore Alesci e quattro revisori dei conti: Francesco Maria Coppa, Rosetta Prato, Carmelo Presti ed Enrico Fiannaca. Il solo Ezio Veneziano, revisore dei conti per l'anno 2014, è stato prosciolto. Il gup ha rigettato la richiesta di rinvio a giudizio nei suoi confronti come per gli altri imputati ai quali si contestava la stessa accusa.

Il pm, adesso, contesta questa parte della sentenza e chiede alla Corte di appello di disporre il nuovo rinvio a giudizio di Firetto, Alesci, Fiannaca e Veneziano. "La sentenza - scrive il pubblico ministero Chiara Bisso - è illogica e contraddittoria, è stato inserito nel saldo finanziario un importo di 756mila euro che non andava calcolato perchè si trattava di un importo non esigibile". 

L’inchiesta scaturisce da alcuni accertamenti della Guardia di Finanza. Sono quattro le ipotesi di falso in atto pubblico che venivano contestate a Firetto e si riferiscono alle attestazioni fatte nei bilanci che, in sostanza, sarebbero stati “gonfiati”, dal 2011 al 2014, inserendo fra le entrate la somma pagata dall’Enel a titolo di misure compensative per la realizzazione del rigassificatore, per fare in modo che venisse occultato un buco di circa 3 milioni di euro, evitando di incappare nelle sanzioni previste dalla legge per i Comuni che non rispettano il Patto di stabilità.

La certificazione è stata redatta anche da sei commercialisti che hanno composto, in quegli anni, i collegi dei revisori dei conti. Il giudice ha disposto il non luogo a procedere, per il solo Alesci, con riferimento al bilancio del 2011: la difesa ha documentato che, quando fu redatto il bilancio, non era a capo del settore finanziario.

Proscioglimento per quattro imputati, in relazione all'attestazione del bilancio 2014-2015. Veneziano rispondeva solo di questa accusa e, di conseguenza, non è finito a processo. Per le altre ipotesi di reato è stato deciso il rinvio a giudizio degli altri (compreso Alesci) e il processo è iniziato giovedì, davanti al giudice monocratico Fulvia Veneziano. 

La Procura, adesso, chiede un rinvio a giudizio bis per quest'ultima ipotesi di reato. Il procedimento davanti alla Corte di appello - nel quale saranno assistiti dagli avvocati Salvatore Pennica, Angelo Farruggia, Antonino Gaziano, Vincenza Gaziano, Antonino Reina e Giovanni Gallo Afflitto - sarà fissato nei prossimi giorni. 

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