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Domenica, 26 Maggio 2024
Tribunale

La banda del ferro vecchio salvata dalla prescrizione: una sola condanna, prosciolti in 7

Gli imputati erano accusati di avere rubato tralicci, guard-rail e altri oggetti metallici: i titolari di un'autodemolizione avrebbero comprato la refurtiva. Il decorso del tempo cancella quasi tutte le accuse

Furti di ferro di ogni tipo: paletti, cancelli, barriere metalliche e tanto altro. Il materiale veniva rubato da un gruppetto di persone che poi lo andava a smaltire in un’azienda di autodemolizioni. Il decorso del tempo, tuttavia, ha cancellato quasi tutte le imputazioni con la conseguenza che un solo imputato è stato condannato e tutti gli altri sono stati prosciolti.

A Salvatore Siracusa, 55 anni, di Porto Empedocle, sono stato inflitti 3 anni e 8 mesi di reclusione. Non doversi procedere, per avvenuta prescrizione dei reati, per Giuseppe Mannella, 57 anni, di Porto Empedocle; Gino Mendola, 33 anni, di Porto Empedocle; Carmelo Vaccaro, 54 anni, di Cattolica Eraclea; Angelo Nobile, 41 anni, di Agrigento; Eugenio Nobile, 71 anni, di Agrigento; e Carmelo Nobile, 36 anni, di Agrigento. 

La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico Giuseppa Zampino. L’inchiesta, che ha portato al processo, scaturisce da una serie di furti ai danni di aziende, abitazioni, capannoni e una scuola. Le indagini sono state svolte sul campo dai carabinieri della stazione di Realmonte.

La maggior parte dei furti sarebbe avvenuta nei pressi di Porto Empedocle. In tutti i casi i ladri si introducevano in un posto, di solito particolarmente isolato, e facevano razzia di ogni oggetto usando spesso un furgone dove caricare la merce.

Come nel caso che viene contestato a Siracusa che sarebbe entrato all’interno di una tenuta per rubare un cancello di ferro, quaranta balle di ferro e persino una vasca da bagno e una rete ortopedica: il valore del furto è stato quantificato in 4 mila euro. Il colpo, sostiene l’accusa, sarebbe stato messo a segno in concorso con altre persone non identificate.

Altri furti, contestati ai vari imputati, sarebbero stati messi a segno ai danni di un cantiere, di un magazzino dell’Enel e della scuola Livatino di Porto Empedocle. Ai tre Nobile, titolari di un’azienda che si occupa di autodemolizioni, veniva contestato il reato di ricettazione perché avrebbero acquistato guard-rail rubati e altro materiale. 

I rinvii a giudizio sono stati decisi nel 2017 dal gup Alfonso Malato. Nessuno dei difensori (gli avvocati Alfonso Neri, Salvatore Pennica, Daniele Re, Agnesa Neculai, Michele La Placa, Calogero Santamaria, Vincenzo Vella e Nicolò Grillo), ha chiesto il giudizio abbreviato. I tempi del dibattimento sono stati molto lunghi e la prescrizione ha cancellato quasi tutte le accuse.

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