Svolta nell'inchiesta per l'agguato in macelleria, la donna ha cercato di disarmare il marito: liberata

Il pm annulla l'arresto dopo avere sentito alcuni testimoni: dietro la rappresaglia c'è una fake news sul Coronavirus

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Clamorosa svolta nell'inchiesta per l'agguato a pistolettate, fallito per l'inceppamento dell'arma, in una macelleria in via Garibaldi, a Porto Empedocle.

Il pubblico ministero Gianluca Caputo, dopo avere esaminato le testimonianze di un poliziotto e di un finanziere presenti al momento dell'aggressione, ha disposto la liberazione di Antonina Pullara, 44 anni, finita ai domiciliari con l'accusa di avere detenuto l'arma clandestina che il marito Vincenzo Filippazzo, 46 anni, avrebbe voluto usare - sostiene l'accusa - per uccidere un macellaio che lo avrebbe invitato ad andare via visto che era andato lì per risolvere un litigio con il fratello e il padre.

Filippazzo, nelle scorse settimane, sarebbe stato picchiato da padre e figlio macellai perchè la moglie avrebbe diffuso un messaggio audio whatsapp, non si sa se in buona fede o meno, con cui invitava parenti e conoscenti a non andare nelle macellerie perchè la figlia di un macellaio era risultata infetta dal Coronavirus.

Finito il lockdown, dopo avere sporto una denuncia per l'aggressione, si sarebbe presentato ieri mattina insieme alla stessa moglie in macelleria per tentare il chiarimento portando con sè una pistola semiautomatica. In macelleria, però, trova solo il fratello e il figlio dei due uomini che l'hanno picchiato e chiede dove fosse il fratello. Quando sarebbe stato invitato ad andarsene, si sarebbe consumato il tentativo di omicidio e avrebbe impugnato la pistola tentando di sparare tre volte all'altezza del petto del macellaio.

I carabinieri, arrivati poco dopo, hanno bloccato i coniugi e trovato la pistola nascosta nelle parti intime della donna. Il pm, esaminati meglio gli atti, è arrivato alla conclusione che "la donna ha disarmato il marito e poi cercato di aiutarlo a sottrarsi all'arresto nascondendo la pistola". In sostanza l'unica imputazione che le si può muovere sarebbe il favoreggiamento che, però, non è punibile se commesso a vantaggio del marito. 

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Per Filippazzo, fornaio, è stata invece chiesta la convalida del fermo e l'applicazione della custodia in carcere per le accuse di tentato omicidio, minaccia aggravata e detenzione di arma clandestina. Domani mattina, davanti al gip Luisa Turco, è in programma l'interrogatorio nel quale sarà assistito dagli avvocati Salvatore Pennica e Luigi Troja.

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