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Libertino Vasile Cozzo

Libertino Vasile Cozzo

"Mi ha detto che lo stavano massacrando, aveva ferite ovunque": in aula il racconto choc della madre

Grazia Grassonelli ha riferito la telefonata del figlio Libertino Vasile Cozzo poco prima della brutale aggressione da parte di tre pescivendoli contro cui si sarebbe scagliato con una pistola

"Mio figlio mi ha chiamato in piena notte dicendomi che i Freddoneve lo stavano ammazzando, mi sono alzata e sono andata in ospedale dove l'ho trovato in pessime condizioni".

La testimonianza della madre del 43enne Libertino Vasile Cozzo chiude il dibattimento del processo a carico dello stesso pluripregiudicato e di tre pescivendoli - due fratelli e il loro nipote - accusati di averlo aggredito selvaggiamente lasciandolo quasi in fin di vita. Si tratta di Stanislao Freddoneve, 51 anni; Giovanni Freddoneve, 26 anni e Gaspare Freddoneve, 43 anni. Per Vasile Cozzo, difeso dall’avvocato Raimondo Tripodo, l’accusa è di minaccia aggravata dall’uso dell’arma. I Freddoneve, assistiti dall’avvocato Salvatore Pennica, sono imputati di lesioni aggravate.

L'episodio, messo a fuoco compiutamente solo in un secondo momento, risale al 23 marzo del 2017. “Vi devo ammazzare tutti, vi devo sterminare”. Vasile Cozzo - che ha alle spalle una lunghissima serie di precedenti anche per omicidio - sarebbe andato con una pistola clandestina nel deposito di pesce dove avrebbe dovuto consumare una vendetta per non meglio precisati motivi di astio. In realtà i rivali pare fossero molto preparati a situazioni del genere e lo avrebbero accerchiato con un bastone picchiandolo selvaggiamente alla testa, al volto e fratturandogli una gamba. Vasile Cozzo, nella circostanza, fu anche arrestato.

Davanti al giudice Alfonso Pinto ha testimoniato la madre. "Libertino era massacrato - ha detto -, aveva pure un orecchio tagliato. Con i Freddoneve avevano buoni rapporti. Non so perche l'hanno massacrato".

Così Grazia Grassonelli, sorella di Gigi, della famiglia stiddara di Porto Empedocle, ha ricostruito i fatti di quella sera. Il processo è stato rinviato al 22 dicembre per la requisitoria del pubblico ministero Alfonsa Fiore e le arringhe difensive. 

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