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Tribunale / Porto Empedocle

Agguato in macelleria per vendicare pestaggio, lo psichiatra: "E' sano di mente"

Il 47enne Vincenzo Filippazzo è accusato di avere cercato di uccidere i titolari perché lo avevano picchiato per una diceria messa in giro dalla moglie sul rischio di contagio di covid

Per lo psichiatra Renato Tona il fornaio Vincenzo Filippazzo, 46 anni, accusato del tentato omicidio a colpi di pistola di uno dei titolari della macelleria di via Garibaldi, a Porto Empedocle, è capace di intendere e volere. Gli esiti a cui giunge sono opposti rispetto alla prima perizia disposta sempre dal giudice per l'udienza preliminare Stefano Zammuto.

A Filippazzo si contesta di avere cercato di vendicare il pestaggio, subito nei giorni del lockdown come rappresaglia per un messaggio audio, diffuso dalla moglie, con cui diffondeva una fake news sul rischio di contagio del Covid nella macelleria. L'uomo, il 15 giugno di tre anni fa, non sarebbe riuscito a esplodere i colpi perchè l'arma si sarebbe inceppata.

Lo psichiatra Lorenzo Messina, in precedenza, era giunto alla conclusione che l'imputato "al momento del fatto era totalmente incapace di intendere e volere perchè affetto da disturbo delirante". Tesi che, secondo il pubblico ministero Chiara Bisso, che aveva chiesto la condanna a 6 anni e 4 mesi, non sono condivisibili perchè "si fa riferimento a patologie risalenti nel tempo e il tentato omicidio, inoltre, si è verificato due mesi dopo rispetto al pestaggio subito. Un tempo che non giustifica - aveva sostenuto il pm - una reazione delirante".

Il difensore dell'imputato, l'avvocato Luigi Troja, aveva invece chiesto l'assoluzione sostenendo che gli accertamenti psichiatrici non potevano che portare a questa conclusione. Il giudice, tuttavia, aveva deciso di approfondire la circostanza ordinando una nuova perizia che è arrivata a conclusioni opposte. 

La difesa dell'imputato, che ha nominato come consulente lo psichiatra Leonardo Giordano, sostiene, al contrario, che Filippazzo avrebbe maturato una reazione ossessiva per via delle sue patologie e, quindi, non sarebbe stato capace di intendere e volere. Il 23 maggio si torna in aula per le nuove conclusioni di accusa e difesa. 

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