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Giovedì, 13 Giugno 2024
La requisitoria / Porto Empedocle

Tenta di uccidere il cognato a pistolettate per ragioni sentimentali: chiesta condanna a 12 anni

Libertino Vasile Cozzo, morto lo scorso anno, sarebbe stato ferito da Gianni Tuttolomondo in un agguato al porto

Dodici anni di reclusione per il pescivendolo Giovanni Tuttolomondo, 54 anni, cognato di Libertino Vasile Cozzo, destinatario - sostiene l’accusa - dei colpi di arma da fuoco dell’imputato esplosi al porto empedoclino dove entrambi lavoravano come pescatori. Sono stati chiesti dal pubblico ministero Annalisa Failla a conclusione della requisitoria. 

Il testimone chiave non si trova, la procura lo cerca all'estero

Tuttolomondo (difeso dall'avvocato Salvatore Pennica) è accusato di avere sparato otto colpi di pistola per uccidere il cognato, morto improvvisamente lo scorso anno, col quale erano sorti contrasti di natura passionale. Ad agire sarebbero stati in due ma il secondo killer non è stato mai individuato.

L’agguato è scattato nella notte fra il 4 e il 5 aprile del 2013 sulla banchina del porto empedoclino dove Vasile Cozzo aveva un magazzino in cui depositava il pesce. La vittima riuscì a nascondersi sotto un furgone salvandosi. 

In aula il padre della vittima: "I rapporti col cognato erano buoni"

Dopo la requisitoria della procura i giudici della prima sezione penale, presieduta da Alfonso Malato, hanno dato la parola alla difesa per l'arringa conclusiva. Il 7 ottobre sarà emessa la sentenza.

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