Chiedono l'alloggio popolare e si scagliano contro il sindaco: scoppia il caos in Comune

Solo dopo l'intervento della polizia municipale e degli agenti del commissariato “Frontiera” è tornata la calma. L'assessore: "I continui attacchi sui social contribuiscono ad esacerbare l’esasperazione di tanti cittadini”

Il Municipio di Porto Empedocle

Chiedevano, e con urgenza, l’assegnazione di una casa popolare perché hanno un bambino disabile. Speravano, ieri mattina, di riuscire ad incontrare il sindaco Ida Carmina. Un amministratore che non si è mai sottratto a ricevere i concittadini, ma ieri il sindaco di Porto Empedocle aveva impegni pregressi e improrogabili. Era mezzogiorno circa, ieri, quando al palazzo di città di Porto Empedocle è scoppiato il caos.

La coppia è andata in escandescenze e, in Municipio, si sono registrate urla ed accuse nei confronti del primo cittadino. A tenere a distanza l’uomo – un quarantenne – sono stati il portiere del Comune e l’autista dello stesso sindaco. Di fatto, s’è temuto che si potesse passare da un’aggressione verbale ad una fisica. Sono sopraggiunti però, e in maniera tempestiva, gli agenti della polizia municipale e i poliziotti del commissariato “Frontiera”. E’ stata, grazie al loro intervento, riportata la calma. Ma i momenti precedenti sono stati veramente d’alta tensione, secondo i ben informati del Municipio. Il Comune di Porto Empedocle non ha case popolari disponibili e con l’emergenza sanitaria determinata dal Covid-19 ci sono anche delle difficoltà nella gestione dei disabili.

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“Queste situazioni vengono aggravate dai continui attacchi, sui social, da una pseudo opposizione che più che opposizione sta facendo opera di linciaggio morale e di aggressione verbale al sindaco di Porto Empedocle – ha dichiarato l’assessore comunale Calogero Conigliaro - . Gli attacchi mediatici contribuiscono ad esacerbare l’esasperazione di tanti cittadini”. Al sindaco di Porto Empedocle, che è del Movimento Cinque Stelle, nei giorni scorsi, è arrivata anche la solidarietà – proprio per i continui attacchi subiti sui social – da un comitato giovanile di Italia Viva di Agrigento. “Io non la conosco e sono distante dalle sue idee politiche – ha scritto, sempre sui social, Giorgio Bongiorno – ma desidero manifestarle tutta la mia solidarietà perché lei sta svolgendo con grande dedizione una funzione così delicata, difficile e con una sovraesposizione della sua persona ai facili attacchi di chi ha una concezione della politica assolutamente diversa dalla mia”.

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