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La sentenza / Porto Empedocle

“Non dichiarò il falso per ottenere il reddito di cittadinanza”, il giudice assolve 62enne

Secondo la Procura l’uomo, che ha vissuto per tanto tempo in Venezuela, non era residente in Italia da almeno 10 anni come previsto dalla normativa per la concessione del beneficio. Ma è stato dimostrato che si è trattato di una inadempienza del Comune che ha registrato in ritardo il cambio di residenza

Avrebbe indebitamente percepito il reddito di cittadinanza rendendo dichiarazioni false, in particolare dichiarando di essere stato residente in territorio italiano per 10 anni di cui gli ultimi 2, alla presentazione della domanda, in maniera consecutiva. Con questa accusa è finito a processo, davanti al giudice monocratico del tribunale di agrigento, l’empedoclino di 62 anni Giuseppe Salemi, vissuto in Venezuela dal 1961 al 2017. Al termine del dibattimento è stato assolto perché il fatto non sussiste.

La Procura di Agrigento, a seguito delle indagini della Compagnia della Guardia di finanza della città dei templi, avrebbe dunque contestato a Salemi l’indebita percezione del beneficio. L’uomo è stato rinviato a giudizio per aver dichiarato di essere residente in Italia dal 2 febbraio 2017 mentre, secondo la Procura, tale residenza era effettiva soltanto dal 13 ottobre dello stesso anno.

L’imputato, difeso dall'avvocato Giuseppe Aiello, ha dimostrato, attraverso la produzione del proprio passaporto, di certificati medici rilasciati tra il febbraio e l'ottobre del 2017 e con la produzione di documentazione rilasciata dal Consolato italiano in Venezuela, di essere residente in Italia effettivamente dal 2 febbraio 2017 e non dall'ottobre 2017. Un malinteso dovuto ad una inadempienza del Comune di Agrigento che non ha provveduto alla registrazione della residenza italiana nel febbraio 2017 - cioè quando venne effettivamente richiesta da Salemi - ma solo nell'ottobre dello stesso anno. A seguito di tali prove la Procura ha chiesto l'assoluzione alla quale, naturalmente, si è associato l’avvocato difensore, perché il fatto non sussiste.

A causa di tale procedimento Giuseppe Salemi si è visto revocare il diritto a percepire il reddito di cittadinanza nel marzo del 2021 con la richiesta, da parte dell’Inps di restituire circa 7000 euro. L’avvocato Giuseppe Aiello valuterà, a seguito del deposito delle motivazioni della sentenza, di procedere non solo contro l'Inps per la revoca del provvedimento con il quale si chiedono indietro le somme, ma anche per il pagamento delle successive dal marzo 2021 ad oggi, considerato che la revoca della concessione del reddito di cittadinanza, alla luce della sentenza, appare dunque illegittimo.

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