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Cronaca

Reliquie del beato Livatino in carcere: la polizia penitenziaria le scorta fino a Gela

Continua il pellegrinaggio della testimonianza materiale del martirio del giudice canicattinese nei luoghi di detenzione

Dopo le carceri di Agrigento, Caltanissetta e San Cataldo, il reliquiario con la camicia intrisa del sangue del giudice assassinato il 21 settembre del 1990, in mattinata, è stato affidato al nucleo provinciale traduzioni e piantonamenti della polizia penitenziaria di Agrigento per il delicato trasferimento a Gela.

Gli agenti, coordinati dal dirigente aggiunto, Gesuela Pullara, hanno prelevato la camicia dalla chiesa agrigentina di Sant'Alfonso, dove è gelosamente custodita per affidarla alla comunità gelese. Diversi gli appuntamenti in programma, fra questi, domani giovedì 24 novembre, l'esposizione della testimonianza materiale del martirio del giudice canicattinese, nella casa circondariale di Gela per un momento di riflessione, alla presenza, fra gli altri anche del direttore dell'istituto di pena nisseno, nonché del carcere “Pasquale Di Lorenzo” di Agrigento, Cesira Rinaldi.

A seguire, al Tribunale di Gela il convegno dal tema “Fede e Diritto. La Magna Carta della Magistratura credente”, con relatori l’ex presidente della corte d’Appello, Salvatore Cardinale e don Giuseppe Livatino, postulatore della causa di beatificazione. Il ritorno nella città dei Templi del reliquiario è fissato per venerdì prossimo.

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