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Freddo, buio e organico ridotto: sit-in della polizia penitenziaria

Manifestazione di protesta del sindacato Sappe davanti al carcere Petrusa di Agrigento: "Condizioni da terzo mondo"

Polizia penitenziaria in stato di agitazione. Il sindacato autonomo organizza, per il 4 febbraio alle 17 davanti alla Prefettura, un sit-in di protesta. 

"L’insufficiente organico stabilito dalla legge Madia - spiega una nota del Sappe - porta il personale a effettuare turni massacranti. Ad aggravare la pesantissima condizione lavorativa dei poliziotti del Petrusa il dovere gestire senza alcuna formazione specifica, dopo la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari, i criminali folli che continuano a delinquere anche dentro le galere. Forse è l’unico penitenziario in Italia dove i riscaldamenti non funzionano e le camere detentive sono prive di doccia e l’illuminazione all’interno delle camere è comandata manualmente ancora dall’operatore della Polizia penitenziaria, rendono di fatto questa una realtà da terzo mondo".

Il Sappe aggiunge: "In una situazione come quella appena descritta ci si aspetta da parte dei vertici dell’Amministrazione maggiore attenzione rispetto alle rivendicazioni da parte sindacale nell’interesse dei poliziotti in servizio e invece l’unica risposta ricevuta è stata la disposizione del provveditore regionale che con proprio atto ha disposto il trasferimento di ben otto agenti dal reparto al nucleo traduzioni e piantonamenti nonostante a breve verrà avviato il servizio delle videoconferenze con una riduzione del lavoro di oltre il 30% a favore del nucleo, depauperando ulteriormente l'organico". 

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