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La polemica

Hub militare alternativo a Punta Bianca sulle Madonie? Salta tutto

Sempre più chiaro che è stato poco "cauto" annunciare che l'esercito avrebbe lasciato la zona inserita dentro l'area di riserva

Il sindaco e l’amministrazione comunale di Gangi con delibera di giunta, questa mattina, hanno revocato l’accordo di collaborazione tra il ministero della Difesa e i comuni di Gangi, Sperlinga e Nicosia per la costituzione e realizzazione, nei territori dei tre comuni, di un hub logistico-addestrativo dell’Esercito Italiano.

Una notizia che ha ovviamente innanzitutto ricadute sulle province di Enna e Palemo, ma anche sulla situazione agrigentina dato che, solo ad inizio mese, Mareamico e Marevivo annunciarono con una nota che quella stipula avrebbe significato la fine del poligono di Drasi. Questo però senza che vi fosse effettivamente una garanzia in tal senso.

A questo si aggiunge adesso la decisione del sindaco di Gangi di chiudere anzitempo con l'ipotesi di creare un hub per esercitazioni sul proprio territorio comunale "ascoltando le numerose sollecitazioni che ci sono pervenute dai proprietari delle aziende agricole ricadenti all’interno dell’Hub, sia nel nostro territorio sia di quelle dei gangitani nei territori di Sperlinga e Nicosia, i quali hanno manifestato un assoluto disaccordo alla realizzazione dell’area addestrativa”.

In realtà la convenzione firmata poche settimane fa costituiva un primissimo passo verso la creazione di questo hub ma, nei fatti, il percorso sarebbe stato estremamente più lungo.

Resta quindi pienamente operativo il poligono di Drasi (che, va ribadito, non era comunque visto in alternativa all'hub sulle Madonie) con sempre l'associazione Mareamico che annuncia ad ottobre proteste contro la ripresa già annunciata delle esercitazioni.

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