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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca Lampedusa e Linosa

Tragedia Lampedusa, i vvf: "Noi avvisati dopo le 8"

Il segretario provinciale di Agrigento del sindacato autonomo dei vigili del fuoco "Conapo", Antonio Di Malta, ha inviato una lettera al prefetto i Agrigento, al direttore dei vigili del fuoco in Sicilia e al comandante provinciale dei vigili del fuoco.

"Chiediamo di sapere come mai i Vigili del fuoco del distaccamento di Lampedusa sono stati chiamati per il soccorso ai barcone naufragato lo scorso 3 ottobre soltanto dopo le ore 8 circa, e non prima, visto che da notizie stampa apprendiamo che i soccorsi sarebbero scattati alle 6:30 – 6:40". 

A chiederlo è il segretario provinciale di Agrigento del sindacato autonomo dei vigili del fuoco "Conapo", Antonio Di Malta, che ha inviato una lettera al prefetto i Agrigento, al direttore dei vigili del fuoco in Sicilia e al comandante provinciale dei vigili del fuoco. 

"A Lampedusa - si legge nella nota - i Vigili del fuoco sono dotati di 2 natanti e personale abilitato per il salvataggio in acqua. Al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco sono, inoltre, affidati gli eventi SAR dove per la propria area di responsabilità, opera sul territorio nazionale con uomini e mezzi specializzati e costantemente addestrati, tra questi l'impiego di specifici mezzi navali volti alla salvaguardia della vita umana in particolari situazioni di pericolo e ambienti ostili quali il mare".

Anche il sindaco delle Pelagie, Giusi Nicolini, è intervenuta sulla questione soccorsi, dicendo di voler mettere la parola fine alla disputa sorta intorno alla vicenda della presunta omissione di soccorso ai naufraghi dell’Isola dei Conigli da parte dei pescatori.

"Basta con questa inutile e ingiusta polemica - ha detto il primo cittadino - . I pescatori della marineria di Lampedusa non lasciano morire i migranti in mare. Non lo hanno mai fatto e non lo faranno mai. Stiamo parlando di persone che per la disponibilità, lo sforzo e l’umanità dimostrati in questi anni nell’aiutare i migranti a mettersi in salvo e raggiungere le coste delle nostre isole, vanno solo ringraziati. Persone che hanno condiviso con tutta la comunità, con le forze dell’ordine e gli operatori del soccorso, dolore e rabbia per le tante vittime della Bossi-Fini. Se vogliamo assumere un ruolo positivo in Europa, l’Italia deve prima riacquistare la credibilità perduta, cominciando con l’abrogare immediatamente le norme criminali del pacchetto Maroni".

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