Mercoledì, 19 Maggio 2021
Cronaca

Sagra del mandorlo in fiore 2014, l'ennesima kermesse "dell'ultimo minuto"?

Ad oggi della Sagra del mandorlo in fiore e del connesso Festival internazionale del folclore non si sa ancora nulla. Sabato conferenza stampa del sindaco. Ma intanto cresce la polemica

La "minestra" sembra sempre la stessa. Siamo a fine gennaio e ad Agrigento, come ogni anno, si inizia a parlare della Sagra del mandorlo in fiore. Una manifestazione giunta alla 69esima edizione, che in teoria dovrebbe svolgersi la prima settimana di febbraio. Un po' tardi, direte, per organizzarla. Ma, si sa, ogni anno è così. La macchina organizzativa parte agli sgoccioli. Prima perché i soldi non arrivano in tempo, poi perché è giusto mantenere questa tradizione anche al costo di organizzarla "di corsa". Fatto sta che ad oggi della Sagra del mandorlo in fiore e del connesso Festival internazionale del folclore, non si sa ancora nulla. Il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, ha convocato una conferenza stampa per sabato mattina, durante la quale presenterà l'evento. Dalle prime notizie comunicate da Palazzo dei giganti, la Sagra quest'anno durerà più di un mese: da sabato 8 febbraio a domenica 16 marzo. Trentasei giorni di eventi, che nessuno però ancora conosce. 

LE POLEMICHE. Ma mentre il primo cittadino nomina il consigliere comunale Andrea Cirino come consulente esperto (a titolo gratuito) per la Sagra, gli albergatori alzano la voce. "Non sono state 'concordate' con noi né le date, né il programma, né la dilatazione degli eventi – scrivono Federalberghi e Assohotel in una nota stampa - . Non entriamo nel merito delle soluzioni annunciate. Tutt'ora restiamo perplessi sull'improvviso cambiamento organizzativo". Ad alzare il tiro, anche il vicepresidente del Consiglio comunale di Agrigento, Giuseppe Di Rosa, che stamani ha parlato in conferenza stampa. "Non si può dire che durerà un mese intero, quando nei fine settimana si esibiranno solo i gruppi agrigentini – ha detto Di Rosa - . Non si può continuare a prendere in giro gli agrigentini. Cosa e a chi porta beneficio una Sagra del genere?". Il vicepresidente del Consiglio comunale ha poi preso in esempio la "Settimana degli studi Pirandelliani", "fuggita" da Agrigento a Terrasini per mancanza di fondi, che "con una spesa di 15mila euro avrebbe assicurato agli albergatori ben 1300 pernottamenti. Questa Sagra, invece, quanti ne porterà?". A parlare è anche il consigliere comunale Simone Gramaglia, che ha puntato il dito sui metodi organizzativi: "Tra meno di quindici giorni la Sagra aprirà i battenti, ma ad oggi non è stata bandita alcuna gara per l'affidamento dei servizi basilari. Per quanto riguarda gli organizzatori, sarebbe stato meglio utilizzare la linfa giovane della politica anziché uomini d'apparato tirati fuori all'ultimo minuto". 

GLI ORGANIZZATORI. Nella rosa degli organizzatori di quella che sarà la 69esima Sagra, sembrava esserci anche il nome di Carmelo Cantone, l'agrigentino che per diversi anni ha organizzato la kermesse. Una voce insistente, che nelle ultime ore ha fatto parlare tanto nei corridoi di Palazzo dei giganti. Ma è lo stesso Cantone a sgombrare il campo: "Non ho nulla a che vedere con la Sagra di quest'anno". Sarebbe invece Nino Lauretta (figlio del professore Enzo, anche lui volto conosciuto all'organizzazione della Sagra e del Festival del folclore) il direttore artistico o, quantomeno, colui che organizzerà le esibizioni dei gruppi e l'aspetto artistico dell'edizione 2014. Insieme a lui, ma solo per presentare gli spettacoli, ci sarebbe anche Francesco Bellomo, produttore teatrale nativo di Agrigento. 

Polemiche a parte, Agrigento rischia comunque di assistere all'ennesima "Sagra dell'ultimo minuto", lontana dagli splendori che Giuggiù Gallo ed Enzo Lauretta portarono nella città dei Templi.

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