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La foto di Enzo Cucchiara inviata con la segnalazione

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Agrigento, "scalata" della Torre campanaria del Duomo: è polemica su Facebook

Con un colpo al cerchio e uno alla botte, come si suol dire, si apre una polemica che di certo farà parlare nei giorni a venire circa una manifestazione tenutasi in centro storico ad Agrigento e che ha avuto come protagonista la Torre Campanaria del tanto amato Duomo cinquecentesco

«Lodevoli le iniziative per riportare l'attenzione della cittadinanza sui monumenti, ovvero per - come si dice oggi - valorizzarli. Ma bisogna farlo con un certo criterio, altrimenti si rischia, magari in buona fede, di far danni».

Con un colpo al cerchio e uno alla botte, come si suol dire, si apre una polemica che di certo farà parlare nei giorni a venire circa una manifestazione tenutasi in centro storico ad Agrigento e che ha avuto come protagonista la Torre campanaria del tanto amato Duomo cinquecentesco.

Si tratta di "Notte di fine estate al colle”, promossa dalla Curia, dal parroco della Cattedrale, don Giuseppe Pontillo, e dall’associazione Ecclesia Viva, che ha in parte centrato l'obiettivo: riportare l'attenzione sul centro storico agrigentino e sull'annosa questione legata alla chiusura della cattedrale di San Gerlando la cui base, una collina calcarenitica, è a rischio di cedimenti da anni ormai.

A dare il via alla querelle è la pagina Facebook "Mo(n)stre" legata al magazine "Artribune" che per vocazione tratta di "mostre, mostri e tutto quel che popola gli spazi espositivi italiani": dell'arte e dei luoghi d'arte in genere, con un punto di vista a tratti ironico ma pur sempre lucido.

«Intorno alla veneranda torre campanaria del duomo (1470) è stata organizzata una serata, nell'ambito della quale la torre è stata utilizzata come parete di arrampicata. Da tenere presente che la pietra che riveste la torre è molto friabile e già martoriata dalle intemperie; inoltre sono presenti delicatissimi rilievi appena percettibili, che certo non amano essere calpestati...» si legge nel post che ha sollevato diversi interrogativi che forse tanti agrigentini prima non si erano posti.

E' stato anche pubblicato un video, da Monica Brancato su Instagram, che rende l'idea di quanto rilevato dai redattori del magazine.

Così tra chi "difende" l'arrampicatore e la sua tecnica che "non recherebbe danni" (seppure tra i commentatori ci sia anche un sedicente "laureato in Storia dell'arte e scalatore" che si dice sconcertato), e chi si domanda retoricamente dove l'uomo stia però poggiando i piedi durante l'arrampicata, c'è chi adesso si chiede un evento connotato da tali incongruenze (che vede un palese conflitto tra tutela di un bene e potenziale "cattiva fruizione" dello stesso), da chi sia stato autorizzato e quale fosse, al di là del comprensibile intento di sensibilizzare e attirare l'attenzione dell'opinione pubblica, il significato quantomeno simbolico di questa "scalata".

La discussione è aperta.
 

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