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Nel riquadro Salvatore Lupo

Nel riquadro Salvatore Lupo

"Pizzo sulla busta paga", il riesame conferma tutte le misure cautelari

I giudici rigettano la richiesta della difesa di revocare i provvedimenti dopo gli interrogatori di garanzia

L'inchiesta "Stipendi spezzati" che ipotizza una serie di estorsioni sistematiche ai danni dei dipendenti di una cooperativa di Licata, la "Suami", regge al vaglio del tribunale del riesame. I giudici hanno rigettato la richiesta dei difensori, gli avvocati Domenico Russello e Salvatore Manganello, che chiedevano l'annullamento delle misure cautelari. 

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Quattro le ordinanze, firmate dallo stesso gip, che furono eseguite dai carabinieri della compagnia di Licata il 19 maggio a carico di altrettante persone indagate, a vario titolo, per associazione per delinquere finalizzata alle estorsioni. 

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Agli arresti domiciliari sono stati posti: Salvatore Lupo, 41 anni, ex presidente del consiglio comunale di Favara e la moglie Maria Barba di 35 anni. Obbligo di dimora a Licata per Caterina Federico di 34 anni e obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, tre volte alla settimana, per Veronica Sutera Sardo, 30 anni, di Agrigento. Per quest'ultima il gip Alfonso Malato, ritenendo che le esigenze cautelari si fossero attenuate dopo l'interrogatorio, ha revocato la misura su istanza del difensore, l'avvocato Salvatore Pennica. 

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Per gli altri, invece, sono stati i giudici del riesame a decidere confermando la misura cautelare. 

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