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L'aula "Pellegrino", dove la polizia ha eseguito il blitz (foto archivio)

L'aula "Pellegrino", dove la polizia ha eseguito il blitz (foto archivio)

"Pizzini" con le risposte del quiz, blitz della polizia alla Provincia di Agrigento

La Digos, su delega della Procura della Repubblica di Agrigento che coordina le indagini, ha acquisito una copiosa documentazione. L'esame è quello per l'idoneità per l'accesso alla professione di trasportatore di merci

Blitz dei poliziotti della Digos della Questura di Agrigento negli uffici della Provincia regionale di Agrigento. Gli agenti sarebbero intervenuti per presunte irregolarità nel rilascio degli attestati d’idoneità professionale per l’autotrasporto conto terzi di cose o viaggiatori, sostenendo un esame proprio alla Provincia. 

La Digos, su delega della Procura della Repubblica di Agrigento che coordina le indagini, ha acquisito una copiosa documentazione. Ma c’è di più, ed il dato è sorprendente: il 19 novembre la Squadra Mobile di Agrigento, coadiuvata dal Commissariato di Canicattì, a seguito di una precisa segnalazione anonima, è intervenuta nel corso dello svolgimento della prima prova scritta dell’esame per il conseguimento della "Idoneità professionale per l’accesso alla professione di trasportatore di merci su strada con autoveicoli con massa superiore e 3,5 tonnellate" indetto dalla Provincia regionale di Agrigento.

La perquisizione dei 14 partecipanti alla prova, che si stava svolgendo nella sala "Pellegrino" di via Acrone, ad Agrigento, ha consentito di accertare che 9 dei 14 partecipanti avevano con sè dei "pizzini" con le risposte esatte ai 60 quiz ai quali stavano rispondendo. La Commissione esaminatrice fino a quel momento non si era accorta di nulla e non aveva evidenziato alcuna irregolarità nello svolgimento della prova. La polizia ha proceduto al sequestro dei "pizzini"  e alla trasmissione di una puntuale comunicazione di notizia di reato alla Procura delle Repubblica di Agrigento, diretta da Renato Di Natale.

Le ipotesi di reato contestate agli indagati dal sostituto procuratore titolare dell'inchiesta, Salvatore Vella, vanno dalla tentata truffa aggravata alla violazione della normativa specifica per la partecipazione agli esami pubblici. Sono in corso ulteriori indagini dirette ad accertare l’eventuale coinvolgimento di altri soggetti nelle condotte illecite.

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