"Pugno in faccia al vigile che fa sgomberare il suo negozio": manca la querela, prosciolto pregiudicato

L'aggressione è scattata dopo che il Comune aveva deciso di sgomberare l'area attorno allo stadio Esseneto in seguito alla promozione in Serie C dell'Akragas

Il tribunale di Agrigento

Assoluzione perchè il fatto non sussiste per l'accusa di minaccia aggravata, non doversi procedere "per mancanza delle condizioni di procedibilità" per quella di lesioni.

Il giudice monocratico del tribunale di Agrigento, Agata Anna Genna, ha prosciolto il pregiudicato trentottenne Davide Dispensa, denunciato nell'agosto del 2016 da un ispettore della polizia municipale che sarebbe stato colpito con un pugno al volto perchè stava facendo eseguire un provvedimento del Comune che disponeva lo sgombero di tutte le attività commerciali, fra le quali il negozio di Dispensa, che costeggiavano lo stadio Esseneto.

Il giudice, in sostanza, come sostenuto anche dal difensore, l'avvocato Davide Casà, ha ritenuto che la relazione di servizio con cui l'ispettore dei vigili segnalava di avere ricevuto un pugno al volto - allegando il referto dei medici dell'ospedale che giudicarono guaribili in cinque giorni i traumi ricevuti - non integrassero gli estremi di una vera e propria querela con la conseguenza che, trattandosi di un reato non perseguibile di ufficio, non poteva essere giudicato.

La vicenda al centro del processo risale al 29 giugno di 4 anni fa. La promozione in Serie C dell'Akragas rende indispensabile lo sgombero, per ragioni di ordine pubblico, di tutte le attività commerciali che costeggiavano il perimetro perchè, in occasione delle partite, doveva essere libero. Il Comune individua una soluzione e propone il trasferimento delle varie bancarelle di frutta e verdura e altri generi alimentari nella vicina piazza Ugo La Malfa. Con l'attività di Dispensa - un chiosco adibito alla vendita di panini e rosticceria - si verifica qualche problema. Dispensa, che peraltro, due anni più tardi, finì in carcere per scontare una condanna a 6 anni e 3 mesi per l'accusa di avere aggredito un giovane, staccandogli a morsi l'orecchio, mostrò alcune resistenze ma, in ogni caso, la trattativa sarebbe andata avanti.

Fino a quando, il 29 giugno del 2016, Dispensa si presenta al comando dei vigili urbani e colpisce con un pugno al volto - secondo quella che è la ricostruzione dei fatti - un ispettore che rimedia lesioni giudicate guaribili in cinque giorni. L'accusa di minaccia aggravata - ritenuta insussistente dai giudici - scaturiva dal fatto che, etichettandoli come "sbirri di merda", li avrebbe avvisati del fatto che non dovevano passare "dal campo" e che li avrebbe "scannati". Secondo la difesa queste frasi "non avevano un destinatario preciso e certo". 

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