Domenica, 21 Luglio 2024
Malasanità / Licata

"Perde bimbo in grembo e diventa sterile per un'ipertensione non curata": l'atto di accusa dei consulenti del pm

Il collegio di esperti della procura punta l'indice, in particolare, su uno dei due medici imputati che, pur conoscendo la storia clinica della paziente, non avrebbe predisposto adeguate cure e terapie. La donna si presentò in ospedale alla 35esima settimana di gestazione accusando mal di testa

"Il ginecologo che ha seguito la donna avrebbe dovuto essere più attento e non limitarsi, soprattutto negli ultimi due mesi, a consulti su whatsapp ben conoscendo la storia e il percorso clinico della paziente". I consulenti del pm, Paolo Procaccianti ed Emiliano Maresi, rispondendo al procuratore Giovanni Di Leo, hanno ricostruito la vicenda clinica puntando l'indice, in particolare, su uno dei due imputati.

A giudizio sono finiti due medici dell'ospedale San Giacomo d'Altopasso di Licata accusati di lesioni colpose per avere - secondo l'ipotesi dei pm - provocato la morte di un feto nel grembo della madre alla 35esima settimana di gestazione e di avere reso sterile la donna. 

I medici, in particolare, nel giugno del 2019, in due distinti accessi della donna in pronto soccorso, avrebbero sottovalutato il mal di testa, l'ipertensione e la riduzione delle piastrine.

Perde bimbo per ipertensione non curata: a giudizio due medici

I due medici, che hanno nominato come difensori gli avvocati Luigi Ciotta e Salvatore Manganello, secondo l'accusa avrebbero potuto evitare la morte del feto e l'asportazione dell'utero della donna disponendo il suo ricovero sei giorni prima.

Si tratta del ginecologo Mario Marcello Pira e del sanitario del pronto soccorso Michele Cannarozzo. I consulenti della procura, in particolare, hanno sottolineato la condotta del ginecologo che, "conoscendo il percorso clinico della paziente, avrebbe dovuto essere più attento e scrupoloso".

Qualche distinguo, invece, per il medico del pronto soccorso. "Nell'unico accesso del 23 giugno del 2019 - hanno detto - avrebbe dovuto disporre il ricovero solo nell'ipotesi in cui fosse a conoscenza del percorso clinico precedente".

Nel processo si sono costituiti parte civile i genitori, gli zii e i nonni del piccolo, assistiti dagli avvocati Gianfranco Pilato e Giuseppe Sorriso: l'udienza è stata aggiornata al 18 dicembre per sentire i loro consulenti. 

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