"Pentito screditato e obbligato a ritrattare", giudizio abbreviato per avvocato penalista

Il quarantuenne Salvatore Cusumano finito a processo nonostante la richiesta di archiviazione del pm: secondo il gip avrebbe isolato il mancato collaboratore Mario Rizzo

Mario Rizzo

Giudizio abbreviato per l'avvocato Salvatore Cusumano, 41 anni, di Favara, finito a processo, dopo un’articolata vicenda giudiziaria, con l’accusa di favoreggiamento. I suoi difensori Leonardo Cusumano e Salvatore Pennica, hanno formalizzato la strategia processuale dopo che il gip Francesco Provenzano, rigettando la richiesta del pubblico ministero Alessandra Russo, ha disposto l’imputazione coatta. Il giudice Giuseppe Miceli, davanti al quale è partito il processo, ha fissato la data del 10 novembre per le conclusioni di pm e difesa visto che non ci sarà un dibattimento ma si deciderà sulla base degli atti già presenti nel fascicolo.

Lo studio legale del professionista, il 15 marzo dell’anno scorso, fu oggetto di una perquisizione da parte della squadra mobile che indagava, su mandato della Procura, in relazione a una lettera, diffusa alla stampa dal legale, con la quale una donna - Angela Russotto -, sorella di un cliente di Cusumano, si dissociava pubblicamente dalla scelta del compagno Mario Rizzo di avviare una collaborazione con la giustizia che, in realtà, non decollò mai tanto che la richiesta di inserimento nel programma di protezione fu bocciata fino alla ritrattazione di quanto aveva raccontato agli inquirenti.

La lettera venne diffusa alla stampa il 9 agosto del 2018. Nei giorni successivi, la Procura ha sentito, nell'ambito dell'incidente probatorio, Mario Rizzo. Quest’ultimo aveva accusato il cognato Gerlando Russotto che il 2 agosto dello stesso anno finì in carcere per l'accusa di avere preso parte a un agguato in Belgio proprio insieme al presunto pentito. La Procura della Repubblica di Agrigento ipotizzava che quella lettera, consegnata ai giornali, sarebbe una montatura e, in particolare, che la donna, sorella di Russotto, si fosse dissociata dal fidanzato solo perchè Cusumano l'avrebbe costretta a firmare la lettera di suo pugno. Il professionista, secondo il gip, sarebbe "il regista di tutto".

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Cusumano ha sempre respinto le accuse spiegando di non avere avuto alcun ruolo nella stesura di quella lettera.

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