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Mercoledì, 6 Luglio 2022
Cronaca San Leone

Pennelli a mare, ispettore rivela: "Inchiesta avviata dopo denunce Arnone"

Il processo parte con un anno di ritardo e, nel frattempo, alcuni reati sono già caduti in prescrizione. Lo ha fatto presente, all’udienza precedente, il presidente della seconda sezione penale Wilma Angela Mazzara

“L’inchiesta partì, nel 2011, dopo un esposto del consigliere comunale Giuseppe Arnone che segnalava delle irregolarità amministrative nella gestione delle condotte di depurazione. In effetti ci furono alcuni riscontri alle sue accuse”. L’ispettore della polizia municipale Mario Quagliata racconta così, in aula, l’origine dell’indagine sui cosiddetti pennelli a mare, vale a dire le condotte sottomarine dell’impianto di depurazione che avrebbero scaricato reflui sulle acque del litorale di San Leone senza un adeguato filtro.

Il presidente della seconda sezione penale Wilma Angela Mazzara ha aperto ieri il dibattimento ed è stato ascoltato il primo teste. 
Il processo parte con un anno di ritardo e, nel frattempo, alcuni reati sono già caduti in prescrizione. Lo ha fatto presente, all’udienza precedente, il presidente della seconda sezione penale Wilma Angela Mazzara. Ieri gli imputati (difesi, fra gli altri, dagli avvocati Diego Galluzzo, Giuseppe Scozzari e Lillo Fiorello) hanno comunicato formalmente di rinunciare alla prescrizione. 

Cinque gli imputati. Si tratta di Marco Campione, 55 anni, di Agrigento, legale rappresentante di Girgenti Acque Spa; Giuseppe Giuffrida, 69 anni, di Gravina di Catania, ex amministratore delegato del gestore del servizio idrico integrato nell'Agrigentino; Bernardo Barone, 64 anni, direttore generale dell'Ato idrico, di Agrigento. Nella lista pure Pietro Hamel, 65 anni, di Porto Empedocle, dirigente tecnico dell'Ato idrico e Maurizio Carlino, 56 anni, progettista e direttore dei lavori, entrambi di Favara. 

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