Cardiologo chiamato di notte per soccorrere infartuato investe e uccide pedone, via libera all'abbreviato

Salvatore Geraci, 36 anni, è accusato di omicidio stradale: secondo la Procura non rispettò il limite di velocità

L'auto del medico dopo l'impatto

Via libera dal gup Luisa Turco al giudizio abbreviato a due condizioni: produrre altrettante consulenze difensive che facciano luce sulla dinamica dell’incidente e sull’eventuale presenza di patologie pregresse della vittima.

Il processo, ripartito dopo il trasferimento del giudice Alfonso Malato, è quello a carico del cardiologo Salvatore Geraci, 36 anni, accusato di omicidio stradale. La vittima è un quarantacinquenne tunisino, investito dall’auto del medico che era stato chiamato di notte per soccorrere un paziente infartuato. L’impatto è avvenuto nella strada statale 189. I suoi difensori, gli avvocati Alfonso Neri e Salvatore Pennica, hanno chiesto, come “condizione” al giudizio abbreviato di produrre una consulenza tecnica, redatta dall’ingegnere Nicolò Vassallo, "che ricostruisca compiutamente la dinamica", e una relazione farmacologica sulla vittima – eseguita da Filippo Drago, direttore del Dipartimento Biometec di Catania e professore ordinario di Farmacologia – che possa confermare l’eventuale presenza di patologie pregresse della vittima.

"Investe e uccide pedone", medico dal gup

La Procura contesta a Geraci di avere superato il limite di velocità di 20 chilometri orari provocando l'impatto col pedone che è rimasto ucciso. Nei confronti del medico è stato chiesto il rinvio a giudizio per l'accusa di omicidio stradale. La vittima, Taoufik lahmar, era stata dimessa da poco dall’ospedale e stava tornando a piedi a casa prima di impattare con l'auto di Geraci che faceva il percorso inverso.

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L'incidente è avvenuto all'alba del 2 agosto dell'anno scorso. I due professionisti saranno esaminati in aula dalle parti il 4 febbraio.

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