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I numeri

Pedo-pornografia, il bilancio della polizia postale: nel 2022 in provincia 7 denunce e un arresto

Particolare attenzione anche nei confronti dei crimini informatici: messi a segno ben 98 furti di identità digitale e 49 truffe online per un danno di oltre 128 mila euro

I reati corrono sul web e la polizia postale, nel bilancio 2022 appena concluso, lo mette in evidenza attraverso numeri che tracciano il fenomeno in provincia di Agrigento. Occhi puntati, prima di tutto, sulla pedo-pornografia che continua a produrre dati preoccupanti: nell’ultimo anno, infatti, 7 denunce e un arresto su questo specifico fronte. 

Particolare attenzione anche nei confronti dei crimini informatici: messi a segno ben 98 furti di identità digitale e 49 truffe online per un danno di oltre 128 mila euro. E per quanto riguarda altre frodi commesse sul web si registrano ulteriori 57 denunce con importi sottratti a ignari utenti che ammontano ad oltre 37 mila euro.

Non sono mancati i reati commessi contro la persona, in particolare 3 diffamazioni, 3 estorsioni, 4 molestie e 2 casi di stalking.

Su scala regionale, in uno scenario nel quale la continua evoluzione tecnologica influenza ogni azione del nostro vivere quotidiano, lo sforzo della polizia postale e delle comunicazioni nell’anno 2022 è stato costantemente indirizzato alla prevenzione e al contrasto della criminalità informatica in generale, con particolare riferimento ai reati in danno di minori.

Il Centro nazionale per il contrasto alla pedo-pornografia online (C.N.C.P.O.) nel 2022 ha confermato il suo ruolo di punto di riferimento e di coordinamento nazionale dei centri operativi sicurezza cibernetica (C.O.S.C.) della polizia postale nella lotta alla pedofilia e pornografia minorile online.

La fine dell’emergenza sanitaria, con la progressiva ripresa delle attività nella direzione di un recupero della normalità, potrebbe aver contribuito a ridurre l’isolamento sociale facendo rilevare nel 2022 una riduzione della circolazione globale di materiale pedo-pornografico su circuiti internazionali che non ha però inciso sull’attività di contrasto. Infatti è stato registrato un aumento dei soggetti individuati e deferiti per violazioni connesse ad abusi in danno di minori.

Continua a preoccupare il lento incremento dei casi relativi a bambini adescati di età inferiore ai 9 anni, trend che è diventato più consistente a partire dalla pandemia. Social network e videogiochi online sono i luoghi di contatto tra minori e adulti più frequentemente teatro delle interazioni nocive, a riprova ulteriore del fatto che il rischio si concretizza con maggiore probabilità quando i bambini e i ragazzi si esprimono con spensieratezza e fiducia nei linguaggi e nei comportamenti tipici della loro età.

Si registra inoltre una leggera flessione dei casi di cyberbullismo che può essere interpretata come effetto della normalizzazione delle abitudini dei ragazzi: non si può escludere che il ritorno ad una vita sociale priva di restrizioni abbia avuto un’influenza positiva sulla qualità delle interazioni sociali e delle relazioni tra coetanei e che la costanza dell’opera di sensibilizzazione svolta dalla polizia postale, nelle strutture scolastiche, abbia mantenuto alta l’attenzione degli adulti e dei ragazzi sulla necessità di agire responsabilmente e correttamente in rete.

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