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"Notaio si è appropriato dei soldi dei clienti", il tribunale ordina sequestro all'Agenzia delle Entrate

I giudici accolgono la richiesta della difesa: l'acquisizione dei documenti proverebbe l'impossibilità di processarlo ancora

Via libera dai giudici della seconda sezione penale all’acquisizione dei documenti, sollecitati dalla difesa e negati dall’Agenzia delle Entrate, che proverebbero la circostanza che il notaio Antonino Pusateri, 68 anni, accusato di peculato per avere sottratto 81.500 euro che i clienti, andati nel suo studio per registrare una serie di atti, gli avrebbero versato in quanto "responsabile di imposta”, per questi fatti è stato già processato.

L’avvocato Giuseppe Scozzari, all’udienza precedente, aveva invocato il principio del cosiddetto “ne bis in idem”, secondo cui non si può essere giudicati due volte per gli stessi fatti e per accertare la circostanza aveva chiesto ai giudici di ordinare all’Agenzia delle Entrate di esibire gli atti di una relazione redatta il 7 aprile del 2015. L’Agenzia aveva respinto la richiesta del legale formalizzata nell’ambito di un’indagine difensiva. Scozzari ha, allora, chiesto al tribunale di ordinare il rilascio di una copia e i giudici, ieri, hanno dato il via libera disponendo, in mancanza di una risposta positiva, il sequestro degli stessi atti. L

Il 21 gennaio, qualora dovesse essere accertato che si tratta degli stessi fatti per i quali ha già patteggiato la pena, i giudici, che nel frattempo potranno visionarli, emetteranno una sentenza di non doversi procedere. 

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