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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca Sciacca

Peculato, il giudice del lavoro lo reintegra ma il Tribunale lo condanna: verdetti contrapposti per direttore delle Poste

Secondo l’accusa si sarebbe indebitamente appropriato di 6.500 euro per la consegna di 855 patenti di guida con il servizio “Posta patente“

Due verdetti diametralmente opposti per il direttore delle Poste Giuseppe D’Antoni, 61 anni di Sciacca: accusato di peculato, era stato reintegrato in servizio con una sentenza del giudice del lavoro che ne aveva annullato il licenziamento, ma al contempo è stato condannato dal Tribunale a 2 anni di reclusione con il beneficio della sospensione della pena.

La vicenda però è la medesima: D’Antoni è stato accusato di essersi indebitamente appropriato di 6.500 euro riscossi tramite il servizio “Posta patente” svolto per la consegna di 855 patenti di guida. Denaro che sarebbe “entrato” dopo che i portalettere ricevevano i singoli importi e che, sempre secondo l'accusa, non sarebbe mai arrivato alla Motorizzazione civile a cui era destinato.

D’Antoni, assistito dagli avvocati Vincenzo Cucchiara e Salvino Roberto, ha sempre respinto le accuse in entrambi le sedi giudiziarie. In particolare il giudice del lavoro che lo ha reintegrato in servizio aveva sostenuto la tesi del malfunzionamento del sistema informatico che gestiva i pagamenti. Un problema tecnico che non avrebbe consentito la corretta visualizzazione dei pagamenti che invece erano regolarmente giunti a destinazione. Per quanto riguarda la condanna penale, comminata dai giudici Alberto Davico (presidente di collegio), Francesca Cerrone e Fabio Passalacqua, gli avvocati di D'Antoni hanno già annunciato che impugneranno la sentenza in appello.

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