Patto per la Sicilia, Petyx: "Addio a 3,5 miliardi di fondi Pac"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Il Presidente Giuseppe Petix, attivista sociale, ha dichiarato questo riguardo la venuta di Matteo Renzi ad Agrigento:

“I primi di giugno 2016 ho organizzato un convegno culturale dal titolo “Statuto Siciliano – Un patto dimenticato” presso il Museo Archeologico di Agrigento Pietro Griffo. Sabato 10 settembre 2016 a pochi metri dal Museo, precisamente nella Valle dei Templi, il presidente del Consiglio dei Ministri firmerà il “patto per la Sicilia”.

Questo “patto per la Sicilia” è un piano di investimenti per la Sicilia che potrà contare su circa 2 miliardi e 300 milioni (sempre se è vero), peccato, però, che nessuno accenna al fatto che lo Stato ogni anno ruba 7 miliardi ai Siciliani, come conferma anche Alessandro Baccei, l’assessore regionale all’Economia inviato a Palermo da Palazzo Chigi che ha ammesso che l’IVA e l’IRPEF spetterebbero per Statuto ai Siciliani, ma che lo Stato (illegittimamente)  trattiene. Lo sanno i miei fratelli siciliani che ciò che lo Stato illegittimamente trattiene ha un valore annuo di 7 miliardi di imposte in meno? Altroché la farsa buonista di Renzi che ci regala 2 miliardi e 300 milioni. 

Chi combatterà questa ingiustizia? Chi farà finalmente applicare il nostra statuto? Sicuramente la grandissima maggioranza di Deputati Nazionali e Regionali, negli ultimi 70 anni, si è altamente fregata di questa questione, forse anche perché sempre rabbonita da qualche carica ottenuta nei vertici dello Stato: basti pensare che le massime cariche dello Stato Italiano di oggi sono rivestite da siciliani! Ovviamente di applicare lo statuto non gliene frega un bel niente a nessuno! Anzi il presidente Renzi con il suo referendum vuole dotare lo Stato di un neo-centralismo da realizzare in virtù di dichiarati interessi supremi, ma a quale costo? Qual è il prezzo? Questo referendum segna in maniera manifesta la volontà di annullamento dello Statuto speciale siciliano, capovolge uno dei principi fondamentali sul quale era nata la costituzione nel 1948 e cioè l'autonomia delle comunità di base ed è un attentato al principio della rappresentanza diretta. Certi deputati mi dicono: “ma tanto che cosa cambia se passa il referendum, il nostro statuto non è stato mai applicato” anzi di stare in silenzio per aver la colpa di non aver fatto rispettare lo Statuto, il Patto del quale tutti si sono dimenticati. Visto che non ci fanno usare la nostra autonomia per come pattuito, con la complicità di certi deputati siciliani e traditori,  allora l’annulliamo del tutto? Questo a loro piacerebbe ma a me e a tanti siciliani come me, no!

So che molti siciliani di queste cose non ne sanno nulla, perché nessuno ha l’interesse di spiegargliele. Nessuno ha detto ai siciliani che abbiamo salutato i “Fondi Pac”, 3,5 miliardi euro di fondi europei per il Sud Italia. Per la Sicilia si tratta di uno scippo di 500-600 milioni di euro che il governo Renzi sta usando o userà per finanziare gli sgravi contributivi per le nuove assunzioni che hanno interesseranno principalmente il Nord. 

So che a questo furto si sono opposti sia il Presidente dell'Ars, Giovanni Ardizzone, che il dirigente generale della Programmazione, Vincenzo Falgares peccato che molti deputati e senatori tacciono a sostegno del Governo Renzi. Io non li condanno perché essi sono di un determinato partito ma io li condanno perché tacendo tace anche la politica siciliana, asserendo che essi della mia Sicilia se ne disinteressano mentre tanti Comuni Siciliani sono in dissesto, compreso il mio!

Io non accetto il veder scomparire risorse essenziali e poi atti di generosità fasulla! Dov’è il “sostegno alla Sicilia?”

Altro che fare da novelli Virgili che con servilismo accompagnano nelle farse di villeggiatura Renzi che inscena una farsa dove lo Stato, con atto di bontà (o di elemosina), concedono alla Sicilia somme che ci trattengono illegittimamente. Io queste cose proprio non le digerisco come nel caso della spesa sanitaria siciliana dove lo Stato contribuisce con 2,4 miliardi da un lato e dall’altro se ne riprende tre volte tanto. 

Ad accompagnare il presidente del Consiglio dei Ministri sarà Rosario Crocetta che si ricorda della nostro Statuto solo quando lo nomina ironicamente come mezzo che può fargli evitare di sottoporsi alle primarie del suo partito in Sicilia, come lo invita Faraone, in vista di una sua ricandidatura alla guida della Regione.

Spero che il presunto finanziamento per la rete idrica (inserito nel patto per la Sicilia), già stanziato nel 2010, non serva solamente per animare la quinta campagna elettorale! Auguro a Renzi una buona e pacifica permanenza in Sicilia nella speranza che i movimenti No Muos e No Triv, Fiom, i sindacati Cobas, Usb, i comitati in difesa della Costituzione dal prossimo referendum, gli attivisti dei centri sociali (che lui incontrerà in prossimità della Festa dell’Unità a Catania) potranno fargli sentire il calore e l’affetto della Sicilia.

Faccio un grande “in bocca al lupo” ai 250 ragazzi che parteciperanno alla scuola di formazione politica che lo stesso Renzi inaugurerà: da lui avranno tanto da imparare!

I siciliani devono imparare che non sarà gente di fuori a salvare la Nostra terra ma sarà il nostro animo, il nostro coraggio e la nostra volontà! Viva la Sicilia e viva i siciliani!

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