rotate-mobile
Lettera al ministero

Ben 16 mila malati psichici nell'Agrigentino e appena 68 posti nelle strutture di tutta l'Isola, l'appello del prefetto: "Creare nuove Rems"

Il caso è finito alla ribalta quando un giovane non ha trovato posto in una residenza attrezzata per indagati "pericolosi" e ha ripreso a perseguitare la sua vittima devastandole il locale. Nei mesi successivi ha minacciato la giudice e la pm che trattavano il suo caso

Mancano residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza. Le uniche due presenti in Sicilia - una a Naso, nel Messinese, e un'altra a Caltagirone, nel Catanese, - garantiscono appena 68 posti. Una "copertura" misera in base alle necessità. Nella sola provincia di Agrigento, secondo i dati forniti dalla Procura, ci sono ben 16 mila persone affette da patologie psichiche e circa 200 sono sottoposti a misure di sicurezza detentive e non. Dopo aver fatto due comitati per l'ordine e la sicurezza pubblica, il prefetto di Agrigento Filippo Romano ha anche scritto al dipartimento per la giustizia minorile e di comunità del ministero della Giustizia. E lo ha fatto portando ad esempio quanto è accaduto, negli scorsi mesi, proprio nella città dei Templi. Un caso divenuto, di fatto, emblematico perché "la mancata esecuzione della misura scaturita da un primo procedimento penale ha favorito - ha scritto la massima autorità governativa - il ripetersi e persino l'estendersi delle condotte delittuose. Condotte che avrebbero anche potuto avere più gravi conseguenze".

Il caso che ha messo in luce la grave, anzi gravissima, carenza di disponibilità di posti nelle residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) in Sicilia è quello del giovane agrigentino che ha stalkerizzato e minacciato la titolare di un esercizio pubblico. Un giovane "a cui, nel corso del primo procedimento penale, venne applicata una misura di sicurezza detentiva da scontare in una Rems", è stato ricostruito nella lettera inviata dal prefetto al ministero della Giustizia. Ma non c'erano però posti disponibili e quindi non fu possibile dar corso alla misura di sicurezza. 

Lo scorso 23 luglio, dopo aver sfasciato gli arredi esterni del locale di proprietà dell'imprenditrice perseguitata, venne arrestato. E lo scorso 20 marzo è stato condannato, dal gup del tribunale di Agrigento Micaela Raimondo, a tre anni e sei mesi di reclusione. 

"Tornò libero e riprese a perseguitare imprenditrice devastandole il locale": condannato ventinovenne

Torna libero per vizio di mente e continua a perseguitare imprenditrice, il magistrato: "Il sistema ha fallito"

"Sottoposto a un secondo procedimento penale a seguito del quale riconosciutagli, stavolta, la piena capacità di intendere e di volere, adesso - prosegue la ricostruzione fornita dal prefetto al Ministero - si trova recluso alla casa circondariale di Siracusa". Il caso è stato oggetto di due comitati per l'ordine e la sicurezza pubblica perché la giudice e la pm che si sono occupati delle vicende processuali sono state minacciate e, dunque, è stato evidenziato un rischio anche per loro. 

"Appare evidente che la mancata esecuzione della misura di sicurezza scaturita dal primo procedimento penale abbia favorito - ha evidenziato appunto il prefetto Filippo Romano - il ripetersi e persino l'estendersi delle condotte delittuose che avrebbero potuto condurre a più gravi conseguenze". La lettera del prefetto ha avuto un unico obiettivo: evidenziare "la necessità di mettere in campo, e anche celermente, ogni iniziativa utile per superare le gravi criticità legate alla disponibilità di posti nelle residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) in Sicilia".   

  

   

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Ben 16 mila malati psichici nell'Agrigentino e appena 68 posti nelle strutture di tutta l'Isola, l'appello del prefetto: "Creare nuove Rems"

AgrigentoNotizie è in caricamento