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Pass auto negato ad una disabile, il genitore pronto a dare battaglia legale

Il papà della diversamente abile, da quindici giorni, assiste ad un "rimpallo" di competenze ed a continui rinvii. Il consigliere Civiltà: "Deve vincere il buon senso, altrimenti la città fa un passo indietro"

Avrebbe diritto ad un pass, in quanto disabile, ma non riesce a ottenerlo dal Comune di Agrigento. Prima autorizzato, poi negato. Una situazione che, senza ulteriori spiegazioni ufficiali da parte dell'ente, assume dei contorni paradossali. Specie in casi come questi, in cui si tratta di alleviare le difficoltà di chi vive una vita già difficile di suo, soprattutto in una città come Agrigento, "capitale delle barriere architettoniche".

La vicenda prende le mosse circa quindici giorni fa, quando il genitore dell'agrigentina diversamente abile, con certificati e acclarati impedimenti a deambulare, produce richiesta di rinnovo del pass auto già in suo possesso. Effettuato il versamento e allegati i necessari documenti a supporto della richiesta (tra i quali il certificato con cui l'Asp attesta la situazione di salute), l'uomo testimonia di essersi visto negare il "cartellino" dall'ufficio gestione e rilascio pass del Comando di polizia municipale: per l'impiegata pare fosse necessario vedere con i propri occhi l'avente diritto. A seguire, l'uomo avrebbe ricevuto rassicurazioni sul fatto che dei vigili, così come accaduto negli anni precedenti, avrebbero effettuato una "visita domiciliare" per consegnare il documento che attesta il diritto a parcheggiare nei posti previsti.

Ma dopo un continuo rimpallo di competenze e un rinvio di giorno in giorno, nulla è avvenuto: pare che uno dei problemi fosse dovuto a "difficoltà di comunicazione" tra chi effettuava il proprio servizio il giorno ed il gruppo di vigili urbani deputati a questo servizio che invece lavorava nel pomeriggio.

Poi la notizia, ancora una volta non ufficiale, che si stesse cercando una soluzione equa per tutti i casi analoghi e per impedire un utilizzo improprio dei pass: una sorta di "processo alle intenzioni", si potrebbe azzardare, visto che la logica e il buon senso imporrebbero che venisse sanzionato l'abuso quando questo si verifica, e non che si tenti di "prevederlo" addirittura negare ciò che appare come un diritto acclarato.

Per come è stata posta la questione, invece, siccome l'agrigentina risulterebbe "allettata", pare debba essere accertato e approvato il suo diritto a spostarsi da casa per girare per Agrigento, passare per la via Atenea, andare a vedere il mare. Eppure la donna, come testimoniato dagli stessi familiari, non esce soltanto per le visite mediche, ma viene anche portata fuori, com'è giusto che sia, con il solo scopo di uscire dalle quattro mura di casa quando è possibile farlo.

Della vicenda è stato informato anche il sindaco Lillo Firetto che, però, non avendo materialmente seguito l'iter ha preferito non intervenire in questa fase, assicurando tuttavia il proprio interessamento.

«Ho fatto più volte avanti e indietro dal Comando di Villaseta e una volta è intervenuto anche il consigliere Giovanni Civiltà, che si trovava là - ha raccontato Giuseppe Zerillo, il genitore in questione -. Mi avevano chiesto di portare fin sotto agli uffici mia figlia che, ovviamente non potendo salire quelle scale, avrebbe dovuto attendere giù che gli impiegati scendessero a "vederla". Dopo i primi intoppi, per fortuna, dopo l'intervento del comandante Cosimo Antonica la situazione sembrava essersi risolta, pare avesse disposto che una pattuglia venisse a casa nostra per "verificare" che mia figlia fosse realmente disabile, così come pare prevedano delle nuove norme che non conosciamo, ma poi di nuovo niente di fatto: nessuno è venuto a casa, perchè pare che chi lavorava di giorno non poteva verificare perchè questi che fanno turno pomeridiano non fossero venuti, e lo stesso comandante pare abbia "revocato" il pass rinnovato e non capiamo il perchè. Ho già fatto preparare una denuncia all'avvocato per verificare eventuali abusi e i danni connessi».

«Nell'apprendere la vicenda sono rimasto esterrefatto. Ho interessato il segretario generale e l'assessore Elisa Virone per tentare di dare una svolta a questa situazione, il pass era pronto, il comandante l'aveva firmato, ma si poi si sarebbe frapposta una nuova "regola" - ha detto Civiltà -. Qualunque sia, questo nuovo regolamento prevale sul bisogno, quando invece per me qui deve vincere il buon senso. Agrigento in questo caso fa un passo indietro, non un passo avanti», ha concluso il consigliere.

La speranza è che chi di dovere adesso vagli la situazione e l'opportunità di sciogliere questi nodi: un atto non solo di solidarietà, ma che rende anche giustizia a questa donna e alla sua famiglia in una città proiettata verso il futuro, o almeno sedicente tale.

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