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Pasquale Amato, sindaco di Palma di Montechiaro

Pasquale Amato, sindaco di Palma di Montechiaro

Cambiano aggredito, Amato: «Distinguiamo veri disperati da "nemici della legalità"»

Il sindaco di Palma di Montechiaro interviene in merito all'aggressione subita dal suo collega licatese e usa toni duri invocando "l'emarginazione dei nemici della legalità". Che sono altra cosa rispetto ai "veri disperati"

Il sindaco di Palma di Montechiaro, Pasquale Amato, interviene in merito all'aggressione subita dal suo omologo licatese, Angelo Cambiano, e usa toni duri invocando "l'emarginazione dei nemici della legalità". Che sono altra cosa rispetto ai "veri disperati": si tratta di un «esercito di soggetti senza legge» che agiscono con arroganza e prepotenza, forti, secondo Amato, di un'impunità derivante da un sistema pubblico al collasso.

Per il sindaco palmese va fatto un serio e preciso distinguo tra chi ha davvero bisogno e chi no, e occorre imporsi "tolleranza zero" per coloro i quali rientrano nella seconda categoria, bandendo in questi casi l'"ipocrisia tornacontista" che connatura gli interventi di «"opinion leader" presenti come sanguisughe nei territori, che occupano indebitamente posizioni nelle strutture dello stato civile, che pur di accaparrarsi alleanze si ergono a ipocriti difensori di valori inesistenti, esercitando solo pressioni contro il comune nemico: la legalità e le persone perbene».

«Vigliacchi e ruffiani» che mai si schiereranno contro la "parte criminale della società" perchè, secondo il sindaco palmese, «accumunati da storie parallele o perchè sono come loro».

«Ho visto un indirizzo univoco assunto nella quasi totalità dei commenti: "è frutto della disperazione prodotta dalla crisi", con qualche raro distinguo che sottolinea che la violenza non trova mai giustificazione. Io ho il mio punto di vista e lo voglio rendere pubblico perché tutto ciò lo trovo solo pericoloso e un suicidio per la nostra civiltà - ha detto Amato -. 

La crisi é innegabile che c'è e può fare disperare è vero, ma io ritengo che in questo "giustificato" oceano di comprensione si annida un esercito di "senza leggi". Non di rado questi signori, che si presentano quotidianamente davanti ai sindaci a pretendere, sono gli stessi soggetti che un giorno occupano case popolari, un giorno si collocano sui marciapiedi a fare i rivenditori abusivi, si allacciano alla rete idrica senza contatori, frodano l'energia elettrica o strappano le bollette se chiamati a pagare, o eserciscono attività in concessione del comune, ci lucrano talvolta anche bene, ma fanno i disperati e non vanno mai a versare, con la faccia tosta arrogante proclamano che non possono pagare - aggiunge il sindaco palmese -.

Bene, io ritengo che subito anche legiferando specificamente va fatto un distinguo: simili situazioni vanno individuate e in tali casi la comprensione e la tolleranza devono essere zero. Perché non c'è giustificazione perché come fanno gli altri rivenditori che chiedono la licenza per esercitare perché loro non lo devono fare? Perché sono malandrini, intimidiscono? Possono evadere, restando impuniti e trovano i "compari" che pur di accaparrarsi alleanze si ergono a ipocriti difensori di valori inesistenti.

Se le istituzioni vogliono che l'episodio Cambiano non si ripeta, allora dall'ultimo dipendente,  al cittadino comune, al poliziotto, agli amministratori non si offra più la mano, il sorriso, ai delinquenti abituali, ai nemici della legalità in ogni forma presenti sui territori, esercito in via di espansione».
 

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