Parente di pregiudicati, il Tar annulla la revoca del porto d'armi fatta dalla Prefettura

Il tribunale amministrativo regionale ha accolto il ricorso degli avvocati Luigi Fazio Gelata e Anna Mongiovì Gaziano

La seconda sezione del tribunale amministrativo regionale di Palermo - presidente Calogero Ferlisi, estensore Roberto Valenti, primo referendario Sebastiano Zafarana - ha annullato il provvedimento di revoca di porto d'armi per uso caccia emesso dalla Prefettura di Agrigento nei confronti di un giovane di Santa Elisabetta.

Il Tar di Palermo in accoglimento del ricorso presentato dall'avvocato Luigi Fazio Gelata e dall'avvocato Anna Mongiovì Gaziano - con cui veniva censurato il provvedimento per difetto di motivazione, carenza di istruttoria e violazione di legge - ha ribadito, proprio qualche giorno prima dell'apertura della stagione venatoria, il principio secondo cui il mero rapporto di parentela con soggetti pregiudicati non può essere ritenuto, da solo, sufficiente a giustificare il rischio di abuso di armi.

In particolare, i giudici amministrativi hanno precisato che la mancanza di una stabile convivenza tra il ricorrente ed il congiunto pregiudicato, l'assenza di condotte antisociali ascritte al ricorrente e la totale omissione della valutazione di elementi controindicanti in capo al detentore del porto d'armi, rendono illegittima la revoca disposta dalla Prefettura di Agrigento.

Con l'accoglimento del ricorso proposto dagliaAvvocati Luigi Fazio Gelata e Anna Mongiovì Gaziano, il giovane sabettese potrà usufruire del porto d'armi e partecipare alla stagione venatoria inaugurata il primo settembre.

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