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La Prefettura di Agrigento

La Prefettura di Agrigento

Informative antimafia a carico di aziende, il Cga annulla

Accolto il ricorso della "Soredil", quale capogruppo dell'associazione temporanea di imprese costituita con "Cepi" ed "Icam", che si era aggiudicata il completamento e la gestione del parcheggio pluripiano di piazzale Rosselli

Le informative antimafia del 2012 sono state annullate. Il Cga, riformando la sentenza di primo grado del Tar Sicilia, ha accolto il ricorso delle imprese "Soredil" di Agrigento, "Cepi" di Favara, "Icam" di Favara ed "Akrapark" di Aragona, difese dagli avvocati Salvatore e Luigi Raimondi. Le informazioni antimafia interdittive erano state emesse, nel 2012, nei cofronti di queste imprese, dalla Prefettura di Agrigento, "con una incredibile costruzione di presunte infiltrazioni mafiose che il giudice di appello ha ritenuto assolutamente insussistenti".

Il caso della "Soredil", facente capo a Giuseppe Sorce ed ai figli Giovanni e Benedetto è paradigmatico. Giuseppe Sorce era da anni impegnato, quale presidente provinciale e vicepresidente regionale dell’Ance, per l’affermazione della legalità. La "Soredil" - quale capogruppo dell'associazione temporanea di imprese costituita con "Cepi" ed "Icam" - a seguito di gara, nel 2011, si era aggiudicata, per il Comune di Agrigento, la concessione per la progettazione e realizzazione del completamente e della gestione del parcheggio pluripiano di piazzale Rosselli. 

Colpita nel 2012 dall'informativa antimafia interdittiva, emessa dalla Prefettura, si è vista revocare l'aggiudicazione e rescindere la convenzione stipulata con il Comune.

L’informativa era motivata con riferimento a “frequentazioni” con presunti “soggetti controindicati”. Nella sentenza si chiarisce che perché "si abbia un tentativo di infiltrazione mafiosa occorre che venga individuato (almeno) un autore o mandante dell'azione rivolta alla realizzazione dell'evento pericoloso, che tale soggetto rientri in una delle categorie individuate dalla legge che consentano di qualificarlo come mafioso o presunto mafioso, che vengano individuati e descritti gli atti idonei, diretti in modo non equivoco, a conseguire lo scopo di condizionare le decisione dell'impresa e della società che subisce l'infiltrazione". 

Non è sufficiente affermare nel provvedimento interdittivo - è stato precisato - che "un determinato soggetto è stato notato accompagnarsi con un malavitoso. Occorre precisare la ragione tecnica per la quale quest'ultimo va considerato mafioso e le ragioni logico giuridiche per le quali si ritiene che si tratta non di un mero incontro occasionale, o di incontri sporadici, ma di frequentazione effettivamente rilevante ossia di relazione periodica, duratura e costante volta ad incidere sulle decisioni imprenditoriali".

"Elementi del tutto assenti nell'informativa della Prefettura di Agrigento nella quale non viene indicato - è stato spiegato con una nota stampa della "Soredil" - il mafioso o presunto mafioso che avrebbe agito per conseguire l’infiltrazione. Non vengono individuati gli atti idonei diretti in modo non equivoco a condizionare le scelte imprenditoriali della società. Ed in relazione all'amministratore unico della Soredil, Giovanni Sorce, non si evincono le circostanze spaziotemporali in cui sarebbero avvenuti gli “incontri” con soggetti controindicati, né la ragione per la quale i predetti incontri sono stati ritenuti indici rivelatori della volontà di incidere sulle scelte dell'impresa. Il rapporto di parentela delle persone che l'interessato avrebbe incontrato con soggetto “diffidato”, qualificato come “soggetto di interesse operativo” non costituisce un indice rilevante in mancanza di condotte volte a realizzare i presupposti per il condizionamento mafioso".

Il Cga ha ritenuto, inoltre, fondate le censure delle imprese ricorrenti in relazione "alle presunzioni a carico dell'amministratore unico della "Cepi", essendo irrilevante il fatto che egli sia cognato di un soggetto denunziato per turbata libertà degli incanti posto che la semplice imputazione non rileva mentre ciò che rileva è la condanna".

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