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Sopravvissuto all'Asiatica, il giornalista Franz La Paglia: "Rispettiamo le regole e sconfiggeremo il Coronavirus”

La testimonianza ad AgrigentoNotizie: "Quel virus provocò 2 milioni di vittime, io avevo 9 anni e allora non esistevano mascherine e guanti"

 

Prima del Coronavirus, nel secolo scorso, altre tre pandemie influenzali hanno causato milioni di vittime nel mondo. Dalla "Spagnola" del 1918 alla "Hong Kong" del 1968 fino alla "Asiatica” del 1957. Quest’ultimo virus, così come il Covd-19, si manifestò in Cina. In Italia furono molto colpite furono le regioni del Sud e, a differenza del Coronavirus, molti dei contagiati furono bambini. Tra questi, anche il giornalista agrigentino Franz La Paglia che, nell’estate del ‘59, all’età di nove anni, contrasse l’Asiatica. 

“Era la metà di settembre – ricorda Franz La Paglia ai microfoni di AgrigentoNotizie – ho avuto la febbre alta per quasi una settimana. La cura era l’antibiotico che era un prodotto recentissimo ed ancora in fase di sperimentazione che, poi si è scoperto, non fermava il virus ma creava una sorta di barriera che però debilitava”. Il giornalista, che per decenni è stato il corrispondente da Agrigento per  la testata giornalistica regionale della televisione pubblica, dai ricordi personali fa un confronto tra le misure attuali di contenimento del virus e quelle, praticamente inesistenti, del 1959. “Non esistevano mascherine, non esistevano guanti, non esisteva la distanza tra una persona e l’altra, eppure nella mia famiglia – ricorda Franz La Paglia – solo io ho avuto l’Asiatica”.

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Il giornalista "tocca" poi un settore a lui caro e super conosciuto: "Oggi l’informazione è talmente capillare che sappiamo tutto di tutti, ma per come dicono gli scienziati, bisogna tenere conto che questo è un virus che contagia per contatto. Non è un’epidemia aviaria come erano l’Asiatica o la Spagnola, per cui basta rispettare le regole come mantenere le distanze, lavarsi e disinfettarsi spesso le mani, evitare gli assembramenti, per ridurre il rischio di contagio”.

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