"Non truffarono l'Inps con falsi posti di lavoro", quattro assoluzioni

Il processo scaturisce da un'ispezione dell'istituto che annullò pure i contratti dei braccianti agricoli

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Assoluzione perchè il fatto non sussiste: il giudice monocratico del tribunale di Agrigento, Andrea Terranova, con questa formula ha scagionato quattro imputati dall'accusa di truffa aggravata ai danni dell'Inps.

Si tratta di Gioacchino Peritore, Francesco Sallia, Pietro Restivo e Salvatore Lumia. I quattro imputati, che sono stati difesi dagli avvocati Francesco Scopelliti, Domenico Ingrao e Clotilde Stuto, erano accusati di avere raggirato l'istituto di previdenza attraverso la simulazione di alcuni posti di lavoro alle dipendenze di un'azienda agricola che sarebbe servita per lucrare sull'indennità di disoccupazione.

I fatti del processo, che ipotizzava a carico degli imputati un raggiro ai danni dell'istituto di previdenza per svariate migliaia di euro, risalgono a tre anni fa. Peritore, titolare di un'azienda agricola con sede a Palma, aveva ingaggiato come braccianti agricoli gli altri tre imputati.

Un'ispezione dell'Inps, tuttavia, si concluse con una doppia contestazione. Da una parte il procedimento amministrativo che ipotizzava un rapporto di lavoro inesistente perchè, dagli accertamenti svolti, sarebbe emersa l'assoluta inesistenza del vincolo di subordinazione tanto che il contratto di lavoro stipulato era stato dichiarato nulla.

Al tempo stesso era stata trasmessa una dettagliata informativa alla Procura della Repubblica perchè si riteneva che la simulazione dei posti di lavoro avesse raggirato l'Inps che poi, a conclusione del rapporto di lavoro aveva erogato ai tre lavoratori l'indennità di disoccupazione ritenuta illegittima.

La Procura, quindi, aprì un fascicolo per l'ipotesi di reato di truffa aggravata e, a conclusione delle indagini, aveva disposto la citazione a giudizio. La difesa ha documentato che, al contrario rispetto a quanto ipotizzato dall'Inps nel corso dell'ispezione, i rapporti di lavoro erano stati reali ed effettivi. La conferma è arrivata dalle dichiarazioni di alcuni testimoni e da alcuni accertamenti tecnici sull'estensione dei terreni. Anche il pubblico ministero, sulla base degli elementi emersi durante il dibattimento, aveva chiesto l’assoluzione. 

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