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"Falsi crediti d'imposta per cancellare debiti tributari, domiciliari a due indagati

L'inchiesta della Procura di Gela ha disarticolato una presunta truffa per 22 milioni di euro: attenuata la misura cautelare a Salvatore Sambito, 38 anni, consulente e revisore di conti e all’imprenditore Rosario Barragato, 47 anni

Arresti domiciliari per i due indagati di Palma di Montechiaro coinvolti nella maxi inchiesta della Procura di Gela che ipotizza una maxi truffa, per un ammontare complessivo di 22 milioni di euro, attraverso la creazione di falsi crediti di imposta che servivano a cancellare dei debiti tributari.

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In carcere, fra gli altri, sono finiti Salvatore Sambito, 38 anni, consulente e revisore di conti e l’imprenditore Rosario Barragato, 47 anni di Palma di Montechiaro. Il tribunale del riesame di Caltanissetta, accogliendo in parte il ricorso degli avvocati Calogero Meli, Flavio Sinatra e Ivan Bellanti, ha sostituito la misura con quella degli arresti domiciliari. Nelle prossime settimane saranno depositate le motivazioni. 

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Sessantasette, in tutto, gli indagati della Procura di Gela, diretta da Fernando Asaro. I sei principali, accusati, quelli a cui si contesta l'associazione a delinquere, lo scorso 9 aprile sono finiti in carcere. Il meccanismo ipotizzato dai pm nisseni sarebbe stato abbastanza collaudato e girava attorno a Rosario Marchese, trentatreenne di Caltagirone. L'indagato, accreditandosi come consulente aziendale, avrebbe promesso a imprenditori di svariati settori di evitare il fallimento delle loro attività attraverso una elaborata strategia di ripianamento dei debiti. In realtà, altro non faceva, che presentare una serie di dichiarazioni fiscali false. 

Barragato, ritenuto un uomo di fiducia di Marchese, avrebbe operato all'interno del sodalizio servendosi della sua ditta individuale di servizi assicurativi. Sambito, invece, che aveva la qualifica di revisore contabile, avrebbe attestato la conformità di numerose operazioni fiscali indebite. 

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