"Palazzine isolate a causa del fango", chiesto rinvio a giudizio di ex sindaco e dirigenti del Comune

L'accusa ipotizzata dalla Procura è di rifiuto di atti di ufficio: la vicenda approda in aula a distanza di dieci anni

L'ex sindaco Pasquale Amato

Rifiuto di atti di ufficio perchè, sebbene a conoscenza del fatto che quella strada fosse invasa da acqua, fango e detriti, non avrebbero fatto nulla per eseguire delle opere di manutenzione nè avrebbero segnalato il pericolo per le persone.

Dieci anni dopo i fatti, in seguito alla presentazione di alcuni esposti da parte di un cittadino della via Germania, a Palma, la vicenda approda in aula per l'udienza preliminare. Il pubblico ministero Alessandra Russo ha chiesto il rinvio a giudizio dell'ex sindaco Pasquale Amato e di quattro dirigenti del Comune che, negli anni, si sono alternati. Si tratta di Maria Concetta Di Vincenzo, 60 anni; Felice Bonardi, 63 anni; Biagio Lo Presti, 63 anni e Francesco Lo Nobile, 69 anni,

Oltre all'accusa di rifiuto di atti di ufficio, a partire dal 2010, si contesta il reato di "omesso collocamento o rimozione di segnali o ripari". L'udienza preliminare doveva iniziare questa mattina davanti al gup Stefano Zammuto ma un legittimo impedimento dell'avvocato Francesco Scopelliti (fanno parte del collegio difensivo anche gli avvocati Laura Lo Presti, Santo Lucia, Giuseppe Piro e Liliana Azzarello) ha fatto slittare il procedimento al 24 novembre.

Agli imputati - Amato, nella qualità di sindaco a partire dal 2013; Di Vincenzo e Lo Nobile responsabili dell'ufficio tecnico, Bonardi responsabile dell'ufficio manutenzione e Lo Presti responsabile dell'ufficio fognario del Comune di Palma - si contesta di avere omesso qualunque iniziativa per evitare che la via Germania sarebbe stata sommersa da fango e detriti. A sollevare la vicenda e presentare diversi esposti è stato un cittadino che, adesso, si costituirà parte civile con l'assistenza dell'avvocato Daniela Posante.

Il sindaco e i funzionari - secondo quanto ipotizza il pm Alessandra Russo - si sarebbero rifiutati di compiere un atto "necessario per ragioni di sicurezza, igiene e sanità pubblica". In particolare "essendo a conoscenza della situazione di degrado della via Germania, interessata da anni da fenomeni di allagamento, ristagno di acqua piovana e accumulo di fanghi e detriti che si depositano nella sede stradale e occludono le vie di accesso ai condomini", non avrebbero posto in essere alcuna opera di manutenzione ordinaria e straordinaria necessaria alla soluzione del problema.

L'ulteriore contestazione scaturisce dal non avere portato avanti tutte le iniziative (sgomberi e apposizione di cartelli), "necessarie ad impedire che lo stato di degrado e dissesto presente nella via Germania causasse pericolo alle persone".

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