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Cronaca Palma di Montechiaro

"Versò assegno rubato in banca ma era in buona fede", assolto commerciante

I giudici della Corte di appello cancellano la condanna a quattro mesi di reclusione al palmese Francesco Ribisi

I giudici della Corte di appello, ai quali si era rivolto il difensore, l’avvocato Santo Lucia, hanno assolto il commerciante Nicolò Ribisi, di Palma di Montechiaro, condannato in primo grado a quattro mesi di reclusione per l’accusa di ricettazione. L’uomo, in particolare, aveva portato all’incasso un assegno di 2.900 euro che era risultato rubato. Dalla denuncia dell’istituto di credito era scaturito il processo per ricettazione.

L’imprenditore si è sempre difeso invocando la buona fede e spiegando di avere venduto una grossa partita di olio a dei conoscenti che aveva incontrato in un bar. Gli acquirenti, secondo la sua versione che la Corte di appello ha ritenuto attendibile e fondata, avrebbero pagato la fornitura con quel titolo di credito. Gli stessi avrebbero poi invitato Ribisi a non versare quell’assegno sostituendolo con un secondo ma la richiesta sarebbe stata tardiva perché l’assegno, risultato provento di furto dopo i controlli di routine, era stato già portato in banca. 

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