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Cronaca Palma di Montechiaro

Operaio morto sotto le macerie a Torre di Gaffe, parte appello "bis"

Unico imputato, dopo l'annullamento con rinvio da parte della Cassazione, è il direttore dei lavori Vincenzo Marchese Ragona

Riparte in appello il processo a carico dell'ingegnere Vincenzo Marchese Ragona, unico imputato del processo di appello "bis" che scaturisce dall'inchiesta relativa al crollo dell’edifico di Torre di Gaffe, fra Palma e Licata, dove il 23 settembre del 2006 perse la vita l’operaio romeno di 32 anni Mircea Spiridon.

La Cassazione, nel maggio di tre anni fa, ha ridotto una condanna per effetto della prescrizione e, per Marchese Ragona, ha deciso un nuovo processo per esaminare meglio alcuni aspetti della vicenda. Al primo processo di appello erano stati inflitti 3 anni di reclusione all’imprenditore palmese Antonio Di Vincenzo, titolare dell’impresa che stava ristrutturando l’immobile. Il palmese (difeso dagli avvocati Antonino Gaziano e Francesco Scopelliti) nei primi due gradi di giudizio era stato assolto dall’accusa di minaccia nei confronti dei familiari della vittima, ai quali sarebbe stato intimato di non presentare alcuna denuncia, e riconosciuto colpevole di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, falso, crollo e omicidio colposo. Le prime due imputazioni, in seguito, erano cadute in prescrizione.

La Cassazione, quindi, ha ridotto di nove mesi la pena rideterminata in due anni e tre mesi. La condanna a un anno di reclusione per l’ingegnere Vincenzo Marchese Ragona (assistito dagli avvocati Enrico Quattrocchi e Salvatore Pennica), direttore dei lavori di ristrutturazione, relativa alla sola accusa di crollo colposo, era stata invece annullata con rinvio e oggi è partito il processo di appello con un semplice passaggio preliminare e un rinvio al 22 febbraio.

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