Cronaca Palma di Montechiaro

L'omicidio per un trattore rubato e il traffico di armi, falsa partenza al processo

Una notifica non si è perfezionata nei tempi previsti dal codice: slitta per la seconda volta l'avvio del dibattimento a undici imputati

L'inchiesta per la faida di Palma, con due omicidi messi a segno come conseguenza di una scia di sangue innescata per il furto di alcuni attrezzi agricoli, approda in aula per il dibattimento ma, per la seconda volta, non risultano andate a buon fine tutte le notifiche.

L'ammissione dei mezzi di prova e l'audizione del primo testimone, davanti alla Corte di assise presieduta da Alfonso Malato, slitta così al 5 novembre: il giudice per l'udienza preliminare Micaela Raimondo, nei mesi scorsi, ha disposto il rinvio a giudizio di undici dei dodici imputati.

Si tratta di: Ignazio Rallo, 40 anni; Roberto Onolfo, 29 anni; Giuseppe Rallo, 28 anni; Angelo Castronovo, 64 anni; Pino Azzarello, 40 anni; Giuseppe Azzarello, 23 anni; Carmelo Pace, 49 anni; Noemi Maria Concetta Oteri, 22 anni; Giacomo Alotto, 62 anni; Gaetano Gioacchino Burgio, 50 anni e Giuseppe Giganti, 44 anni. Francesco Orlando, 26 anni, imputato di favoreggiamento, ha invece chiesto la messa alla prova, attraverso il suo legale Rosario Magliarisi.

L'inchiesta, conclusa dal pubblico ministero Gloria Andreoli, tuttavia, ha tagliato fuori alcune accuse che non avevano retto sul piano indiziario al vaglio di gip e tribunale del riesame. Onolfo e Ignazio Rallo sono accusati di avere vendicato l'omicidio di Enrico Rallo - fratello di quest'ultimo - uccidendo il trentasettenne Salvatore Azzarello.

L'inchiesta avrebbe fatto luce su una vera e propria faida. Ad innescare la violenza sarebbe stato il furto di un trattore. Teatro della vicenda è Palma dove il 9 novembre del 2015 e il 22 agosto del 2017 vengono messi a segno due agguati. Del primo ne fa le spese Enrico Rallo, trentanovenne colpito da numerosi colpi di arma da fuoco nei pressi di un bar perchè sospettato di avere avuto un ruolo nel furto del mezzo agricolo.

Secondo i pm, la morte di Rallo sarebbe stata vendicata da alcuni parenti e amici che decisero di uccidere Azzarello: Giuseppe Rallo, Ignazio Rallo, Onolfo e Castronovo. Il commando sarebbe entrato in azione con un fuoristrada, in una zona di campagna dove la vittima designata era andata a lavorare la terra. Il gip ritenne che i gravi indizi sussistessero solo a carico di Ignazio Rallo e Roberto Onolfo. La Procura, di conseguenza, ha chiesto solo il loro rinvio a giudizio.

Gli altri imputati sono finiti a processo per accuse connesse di armi, furto e favoreggiamento. L'omicidio di Enrico Rallo, ad esempio, non sarà oggetto del processo. 

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