Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca Palma di Montechiaro

"Uccise 64enne insieme a padre e fratello", condannato a 12 anni e 2 mesi

Nuova condanna della Corte di appello per il trentaduenne Raimondo Bonfanti

Dodici anni e due mesi di reclusione a Raimondo Bonfanti: i giudici della Corte di appello, dopo l'annullamento della sentenza da parte della Cassazione, riducono la condanna inflitta al trentaduenne accusato di avere ucciso il palmese Nicolò Amato insieme al padre Vincenzo e al fratello Nicola, condannati in un altro stralcio del processo. 

L’agguato, scattato per vendicare alcuni contrasti di natura economica, è scattato il 22 aprile del 2011. Amato, che affittava ai Bonfanti i locali del bar pizzeria “La Fontana”, a Palma, non avrebbe ricevuto i soldi relativi al pagamento di alcune bollette e avrebbe deciso di vendicarsi mettendo i lucchetti alle saracinesche per impedirgli di tornare dentro i locali. Il padre e i due figli avrebbero organizzato l’agguato proprio davanti all’esercizio commerciale.

La condanna, ridotta di un terzo per effetto del giudizio abbreviato, è inferiore di quasi quattro anni della precedente. Raimondo Bonfanti, secondo una delle ricostruzioni dei fatti, avrebbe fatto fuoco contro il sessantaquattrenne mentre il fratello Nicola sparava contro Diego, il figlio della prima vittima, senza riuscire ad ammazzarlo. A coordinare l’agguato sarebbe stato il loro padre Vincenzo.

Secondo questa versione, i due giovani avrebbero fatto fuoco mentre il padre Vincenzo, che si trovava insieme a loro, avrebbe predisposto tutto invitando i figli a sparare e gridando “ammazzalo, ammazzalo”. La sentenza ha accertato che non ci sarebbe stata alcuna premeditazione; i tre Bonfanti avrebbero deciso tutto all’ultimo momento.

Uno dei principali dubbi del processo, però, era legato al numero delle armi. Sarebbe stata una, secondo la Cassazione, che ha invitato i giudici a motivare meglio il ruolo di Raimondo Bonfanti. Il pg, all'udienza precedente, aveva chiesto la condanna a 14 anni di reclusione.

Secondo i difensori, gli avvocati Francesco Scopelliti e Massimiliano Carnovale, l'imputato non aveva avuto alcun ruolo nella vicenda "e non aveva concorso nell'omicidio". 

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