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Da sinistra Enrico Rallo e Salvatore Azzarello

Da sinistra Enrico Rallo e Salvatore Azzarello

La faida con due omicidi per il furto di alcuni mezzi agricoli, due indagati fanno scena muta

Il solo Roberto Onolfo, 27 anni, nega l'accusa di avere ucciso il trentasettenne Salvatore Azzarello

Due indagati si avvalgono della facoltà di non rispondere, un terzo nega ogni addebito. Questo l'esito dei principali interrogatori di garanzia dei tre palmesi finiti in carcere, all'alba di martedì, nell'ambito dell'inchiesta, coordinata dal procuratore Luigi Patronaggio e dal pm Alessandra Russo, sulla faida che avrebbe generato due omicidi per vendicare il furto di alcuni mezzi agricoli.

Questa mattina, davanti al gip Stefano Zammuto che ha firmato il provvedimento cautelare, sono stati interrogati i tre indagati finiti in carcere. Si tratta di Ignazio Rallo, 39 anni; Roberto Onolfo, 27 anni e Angelo Castronovo, 63 anni. Teatro della vicenda è Palma dove il 9 novembre del 2015 e il 22 agosto del 2017 vengono messi a segno due agguati. Del primo ne fa le spese Enrico Rallo, trentanovenne colpito da numerosi colpi di arma da fuoco nei pressi di un bar perchè sospettato di avere rubato alcuni mezzi agricoli. Ad ucciderlo, secondo la Procura, sarebbero stati lo stesso Castronovo e Salvatore Azzarello, 37 anni. Il gip, invece, per Castronovo ha disposto il carcere per la sola accusa di detenzione di armi (emersa durante le indagini) ma non per l'omicidio.

Questa mattina, assistito dal suo difensore Santo Lucia, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Secondo i pm, la morte di Rallo sarebbe stata vendicata da alcuni parenti e amici che decisero di uccidere Salvatore Azzarello. Onolfo, difeso dall'avvocato Giuseppe Vinciguerra, ha fatto scena muta mentre Rallo (assistito dai legali Giovanni Castronovo, Maria Licata e Chiara Proietto), fratello della vittima, ha negato tutto. 

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