"Non occuparono abusivamente palazzine del Comune", decise quattro assoluzioni

La difesa ha sostenuto che gli imputati abitassero in quelle case prima che venissero acquisite dall'ente

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Assoluzione perchè il fatto non sussiste. Il giudice monocratico del tribunale di Agrigento, Alessandro Quattrocchi, ha scagionato quattro imputati dall'accusa di invasione di edifici. Si tratta di Domenico Maria Amato, Vincenzo Amato, Claudia Amato e Rosario Amato.

I quattro palmesi, difesi dall'avvocato Francesco Scopelliti, erano stati denunciati nel 2017, dopo un controllo della polizia municipale che aveva accertato la loro residenza all'interno di alcuni appartamenti di cui era stata disposta l'acquisizione al patrimonio del Comune trovandosi all'interno di un palazzo costruito abusivamente. Gli immobili, secondo quanto è stato accertato nel corso del processo, erano stati realizzati nel 1996 da un loro parente.

Negli anni successivi, in particolare nel 2002, dopo essere stato accertato che era stato realizzato in assenza di alcun titolo, sono scattate le procedure amministrative che, teoricamente, potrebbero portare alla demolizione e, in particolare, è stata disposta l'acquisizione al patrimonio del Comune. Il palazzo, con le relative unità immobiliari, come spesso accade, nonostante sia stato accertato l'abuso, non commesso dagli imputati ma da un loro parente, non è stato mai abbattuto e i vari appartamenti sono stati regolarmente abitati per decenni.

Tre anni fa, infatti, i vigili urbani, nel corso di un controllo mirato, hanno accertato che i quattro imputati si trovavano all'interno delle case che, a tutti gli effetti, non erano di loro proprietà ma erano state acquisite al patrimonio del Comune in vista delle demolizioni. Per questo era scattata la denuncia per l'accusa di invasione di edifici.

Completate le indagini, la Procura ha mandato a processo i quattro palmesi e il pubblico ministero, a conclusione della requisitoria, aveva chiesto la condanna a sei mesi di reclusione ritenendo che il reato fosse provato. Di diverso avviso la difesa. L'avvocato Francesco Scopelliti ha, invece, sostenuto che i quattro imputati abitavano in quegli appartamenti molto prima che venisse acquisito al patrimonio del Comune e, quindi, non c'era stato alcun "accesso con violenza" nella proprietà altrui. Tesi che ha convinto il giudice che ha emesso una sentenza di assoluzione. 

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