Abuso edilizio e multa non pagata: libertà controllata per palmese ed empedoclino

Le misure, emesse dall'ufficio di Sorveglianza, sono state notificate dai poliziotti dei commissariati

La polizia ha dato esecuzione alle due misure

Libertà controllata per un palmese, ritenuto responsabile dell’ipotesi di reato di abuso edilizio. Ma anche per un empedoclino che s’è visto convertire in libertà controllata una multa di seimila euro. Ad eseguire le due diverse ordinanze, lunedì, sono stati i poliziotti del commissariato di Palma di Montechiaro e quelli del “Frontiera” di Porto Empedocle.

A Palma di Montechiaro è stata data esecuzione, di fatto, all’ordinanza di applicazione della misura della libertà controllata per 136 giorni a carico dell’uomo che si è reso responsabile di abuso edilizio. Ad emettere il provvedimento è stato, all’inizio del mese, l’ufficio di Sorveglianza di Agrigento. A notificare la misura, appunto, sono stati invece i poliziotti del commissariato di Palma di Montechiaro. A Porto Empedocle, invece, gli agenti del commissariato “Frontiera” hanno applicato sempre la misura della libertà controllata per 24 giorni ad un empedoclino che ha ottenuto la conversione in libertà controllata di una multa di 6 mila euro. Anche in questo caso, la misura è stata emessa dall’ufficio di Sorveglianza.

La libertà controllata è una modalità di sostituzione delle pene detentive brevi, ma anche una modalità di conversione di pene pecuniarie. La decisione spetta, naturalmente, al giudice. La libertà controllata è subordinata ad alcuni limiti soggettivi (recidiva, abitualità o professionalità nel reato) ed oggettivi (reati ostativi). Il magistrato di Sorveglianza può inoltre convertire in libertà controllata le pene pecuniarie, la multa per un periodo massimo di un anno e l’ammenda per un periodo massimo di sei mesi, dopo che abbia accertato una situazione di insolvibilità da parte del condannato. Durante la libertà controllata, il condannato – in linea generale – è sottoposto a delle prescrizioni, stabilite nella stessa ordinanza del magistrato di Sorveglianza. Di norma, le prescrizioni sono: divieto di allontanarsi dal Comune di residenza, tranne che non si ottenga autorizzazione; obbligo di presentarsi, almeno una volta al giorno, in orari prestabiliti, all’ufficio di Pubblica sicurezza; divieto di detenere, a qualsiasi titolo, armi e munizione; sospensione della patente di guida; ritiro del passaporto e sospensione della validità ai fini dell’espatrio di ogni altro documento di identità.

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