La faida fra due famiglie e gli omicidi Rallo e Azzarello, scatta il blitz: 9 misure cautelari

Carabinieri e Squadra Mobile, all'alba, hanno eseguito una ordinanza cautelare firmata dal gip Stefano Zammuto su richiesta del procuratore capo Luigi Patronaggio e del sostituto  Alessandra Russo.Tre indagati in carcere, due ai domiciliari e per 4 è stato disposto l'obbligo di presentazione alla Pg

I carabinieri della compagnia di Licata, supportati dagli specialisti dello squadrone eliportato cacciatori di Sicilia, assieme ai poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, alle prime luci di stamane, hanno eseguito una ordinanza cautelare nei confronti di 9 indagati emessa dal giudice per le indagini preliminari Stefano Zammuto su richiesta del procuratore capo Luigi Patronaggio e del sostituto procuiratore  Alessandra Russo. I reati contestati, a vario titolo, spaziano dall'omicidio all'illecita detenzione di armi, alla ricettazione al favoreggiamento personale. 

Fatta luce sugli omicidi Rallo e Azzarello, la ricostruzione dei delitti

L'ordinanza del gip ha permesso di fare luce su due omicidi, quello di Enrico Rallo e quello di Salvatore Azzarello, avvenuti rispettivamente a Palma di Montechiaro il 9 novembre del 2015 e il 22 agosto del 2017, attribuibili a due gruppi familiari contrapposti, strutturati in due organizzazioni criminali distinte con disponibilità di armi e munizioni.

Le indagini, particolarmente complesse,  si sono avvalse dell'uso di mezzi tecnici e della particolare conoscenza del territorio da parte della polizia giudiziatia.  L' ordinanza cautelare ha permesso inoltre di disarticolare due clan familiari dediti a reati contro la persona e il patrimonio.

La custodia cautelare in carcere è stata disposta, dal gip Zammuto, per Ignazio Rallo, 39 anni; Roberto Onolfo di 28 anni e per Angelo Castronovo di 63 anni. Ai domiciliari sono stati posti: Pino Azzarello, 39 anni e Carmelo Pace di 58 anni. L’obbligo di dimora è stato, infine, applicato a Giuseppe Azzarello, 22 anni; Giacomo Alotto, 61 anni; Gaetano Gioacchino Burgio di 49 anni e Giuseppe Giganti di 42 anni. Gli indagati – sono complessivamente 12 – hanno nominato quali loro difensori di fiducia gli avvocati Santo Lucia e Giuseppe Vinciguerra.   

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