In prima linea contro il Covid-19 a Verona, Lavinia: "Vedo la gente morire, vi scongiuro restate a casa"

La ventinovenne, operatore socio sanitario in un istituto per anziani, non è tornata a casa e oggi lancia un appello: "Cerchiamo di rispettare le regole fino in fondo perché altrimenti continueranno a spegnersi tante persone"

Nel riquadro: Lavinia Cipollina

"Vedi soffrire le persone e molte volte le vedi pure morire. I decessi aumentano di giorno in giorno". Lo racconta ad AgrigentoNotizie Lavinia Cipollina, 29 anni di Palma di Montechiaro, operatore socio sanitario in un istituto per anziani a Verona. Lavinia doveva tornare a casa lo scorso 19 marzo, ma non lo ha fatto. E' rimasta in prima linea a Verona e assieme a medici e infermieri combatte, in prima linea, la guerra contro il Coronavirus.

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"Dovevo scendere in Sicilia per ritrovare i miei cari e la mia amata terra il 19 marzo. Non l'ho fatto perché non metterò mai a rischio la salute dei miei familiari, dei miei compaesani e di tutti i miei conterranei - racconta la giovane - . Su questa emergenza, vissuta in prima persona, posso dire che va diventando sempre più tragica: vedi soffrire le persone e molte volte le vedi morire e i decessi aumentano di giorno in giorno".

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E' sulla base di quello che ha visto, oltre che sul modo di vivere, che Lavinia ha lanciato un appello a tutti gli agrigentini: "Vi scongiuro di rimanere a casa e di non scherzarci sù. Cerchiamo di tutelarci e di tutelare le persone a noi care. Ragazzi la vita è un grande dono e va saputo custodire, cerchiamo di rispettare le regole fino in fondo perché altrimenti continueranno a morire tante persone. E vi giuro che ogni qualvolta si registra un decesso è come se fosse la prima volta. E' una cosa a cui non mi abituerò mai perché sono un essere umano. Aiutiamoci tutti insieme per riabbracciarsi un domani più forti di prima".
 

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